Mancini nuovo c.t. della Nazionale. Lo Zenit non ci sta e si rivolge alla Fifa

Pubblicato il autore: fabricondo Segui

Roberto Mancini – Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Roberto Mancini rischia di diventare il pomo della discordia tra Nazionale e Zenit San Pietroburgo. Atteso come il Messia azzurro, il tecnico jesino ha già un accordo verbale con i vertici federali, ma il club russo ha mal digerito tempi e modi e ora pensa di rivolgersi alla Fifa. “Vogliono Mancini? – è in sintesi il pensiero della dirigenza dello Zenit – Allora ci diano un indennizzo, visto che è sotto contratto con noi”. Insomma, la strada per portare Mancini a via Allegri è tracciata, ma c’è ancora qualche tornante da affrontare prima del rettilineo finale.

Ma come si è arrivati alla scelta di Mancini e alla furia Zenit? Nessun mistero sul fatto che Roberto fosse uno dei prescelti per la panchina azzurra, lo stesso tecnico aveva più volte manifestato il desiderio di allenare la Nazionale, uscita con le ossa rotte dalla mancata qualificazione ai mondiali russi. Vero che prima di puntare dritta la barra su di lui la Federcalcio ha atteso Carlo Ancelotti, che a dire il vero grande entusiasmo non l’ha mai dimostrato, ribadendo a più riprese la sua intenzione di continuare a guidare un club. All’ennesimo NO di Carletto, la Figc ha rotto gli indugi e ha fissato un appuntamento a Mancini, attualmente impegnato con lo Zenit alla caccia di un posto nella prossima Champions League.

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Il tecnico, arrivato in Russia meno di un anno fa, si è incontrato lunedì scorso a Roma con il Vicecommissario della Figc, Alessandro Costacurta, e con il team manager azzurro, Gabriele Oriali, legato a Mancini fin dai tempi dell’Inter. L’incontro è servito a gettare le basi dell’intesa e per iniziare a parlare di programmi, considerato che non c’è tempo da perdere, anzi di tempo se n’è già perso molto. Così il Commissario Straordinario, Roberto Fabbricini, ha pensato bene di svelare il segreto di Pulcinella: “Mancini ha dato la disponibilità a risolvere il rapporto con lo Zenit e a fare il ct della Nazionale. Siamo rimasti d’accordo che cominceremo a parlare di cifre e dettagli il 13 maggio, a conclusione del campionato russo”.

E tutti vissero felici e contenti? Mica tanto. Lo Zenit, infatti, non l’ha presa benissimo ed è passato al contrattacco. Il presidente Fursenko, infatti, sarebbe intenzionato – riferisce la Gazzetta dello Sport – a rivolgersi alla Fifa, con l’obiettivo di chiedere un indennizzo, come risarcimento: lo scorso giugno Mancini ha firmato un contratto fino al 2020. Inoltre, il massimo dirigente del club russo teme contraccolpi sul rendimento della squadra nell’ultimo, decisivo scorcio di stagione e non ha per nulla gradito che Fabbricini abbia reso pubblico l’esito del colloquio, senza neppure avvisare preventivamente lo Zenit.

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La fretta di annunciare il nuovo ct – il 20 maggio è la data indicata da Costacurta – ha giocato un brutto scherzo ai vertici federali, che in effetti avrebbero potuto avere un pizzico in più di diplomazia. D’altro canto, è innegabile che lo Zenit non sia particolarmente soddisfatto del lavoro di Mancini, protagonista di una stagione al di sotto delle aspettative. Dopo aver – giustamente – salvato le apparenze con l’appello alla Fifa, i russi finiranno per dare il loro placet al tecnico, che potrà così coronare il suo sogno e diventare il Principe Azzurro. E – stavolta davvero – tutti vivranno felici e contenti.

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