Napoli, De Laurentiis: “C’è sudditanza nei confronti della Juve”

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui
during the pre-season friendly match between SSC Napoli and OGC Nice at Stadio San Paolo on August 7, 2016 in Naples, Italy.

Foto professionale Getty Images© selezionata da SuperNews

Dopo giorni di silenzio il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è tornato a farsi sentire. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport lo ha fatto a modo suo, senza troppi giri di parole, con dichiarazioni pungenti soprattutto nei confronti di Sarri e della Juventus. Partendo dal match di sabato scorso tra Inter e JuventusDe Laurentiis afferma: “Non penso abbia falsato il campionato. Ci sono state delle scelte di Spalletti non condivisibili, come la sostituzione di Icardi, anche se giocare in dieci è sempre difficile. Per il resto, lascerei perdere, non ci hanno rubato nulla, la Var a volte non è stata utilizzata o utilizzata male in precedenza, quando avremmo potuto prendere più distacco sulle avversarie”.

Il presidente poi ha continuato sulla Var: “Io sono un sostenitore. Discuto il suo utilizzo. In cabina di regia non dovrebbero andare gli arbitri, che sono persone sospettabili, ma dei tecnici da formare. L’arbitro deve essere tale durante la partita e il giudizio della Var deve essere incontrastato, non si può demandare a lui la decisone. Piuttosto, darei agli allenatori la possibilità, due volte ciascuno, di richiedere l’intervento della Var sui loro dubbi”.

De Laurentiis poi si dice convinto del fatto che in Italia esista una certa sudditanza da parte degli arbitri nei confronti della Juventus: “La sudditanza c’è perché la Juventus appartiene alla famiglia più potente d’Italia, con Calciopoli sarebbero dovuti andare giù pesanti, invece non è successo niente. Volete che si mettano contro gli Agnelli, contro la Fiat, contro il potere? Prima di farlo ci pensano su 20 mila volte. Ma il problema degli arbitraggi sbagliati riguarda tutta l’Europa. Com’è possibile che una mano in area non venga visto? Non so se il Bayern Monaco doveva essere escluso. E la Roma? I due rigori c’erano, meritava almeno i supplementari”.

Il patron del Napoli nonostante tutto dichiara di non sentirsi “scippato” dello scudetto: “Io sono uno sportivo, so stare al gioco, a me non piace tirare fuori le pistole e metterle sul tavolo. Cerco, però, di cambiare le regole del gioco. Dico: attenzione, non dando credibilità e sottraendo spettacolarità non facciamo altro che togliere pubblico a questo gioco”.

Sul presidente dell’AIA, Marcello Nicchi, che ha preso le difese di Orsato, De Laurentiis dichiara: “Giusto, lui difende la casta, difende la sua posizione. La verità è che gli arbitri non dovrebbero stare nella Figc, dovrebbero essere assunti come liberi professionisti e dopo tre errori dovrebbero essere sospesi. Sono i club che finanziano tutto e gli arbitri dovrebbero essere al di sopra delle parti. Io non voglio pensare male, ma qualcosa non va, è talmente evidente”.

Passando alla situazione del Napoli, De Laurentiis senza troppe esitazioni ha lanciato una stoccata a Maurizio Sarri: “A inizio stagione abbiamo dovuto anticipare il ritiro, perché avevamo il playoff di Champions League. Quindi, l’avvio anticipato ha fatto sì che il carburante si esaurisse ad aprile. Avremmo potuto evitare questo calo se fossero stati utilizzati tutti i giocatori della rosa. Abbiamo avuto anche 17 punti di vantaggio sulla terza e siamo stati in testa 24 giornate. Avremmo potuto far riposare qualche giocatore per tenerlo fresco per il finale. Non è stato così. Se non si fosse fatto male Ghoulam non avremmo mai scoperto che Mario Rui è un buon giocatore”.

Poi ha continuato sulle scelte di Sarri: “Io non avrei mollato le coppe europee. Contro il Lipsia abbiamo perso l’andata perché alla vigilia lui aveva lasciato intendere che dell’Europa gli importava poco o niente. Dichiarazioni che potrebbero aver smontato i giocatori. Poi, a Lipsia, abbiamo dimostrato di poter vincere, ma non è bastato”. Sul futuro del tecnico toscano, De Laurentiis afferma: “Con e senza, dipende da lui. Non mi sembra adesso il caso di insistere con lui, va lasciato lavorare tranquillo. Da gennaio gli ho parlato diverse volte, se alla fine vorrà rimanere per me sarà un grande piacere. Se qualcuno, poi, dovesse pagare la clausola rescissoria, a quel punto non potrei fare niente. Ma se lui volesse andare via a prescindere, significherebbe che non ha più motivazioni e dovrò prendere atto di questo. Attenzione, però, io non rinuncio ai miei diritti e quindi alla clausola”.

Analizzando i motivi che hanno compromesso la corsa scudetto -la matematica ancora non condanna il Napoli, ma una rimonta appare improbabile-, De Laurentiis afferma: ” Se non avessimo avuto gli infortuni di Ghoulam e Milik, avremmo avuto più possibilità di vincere. Mi si rimprovera di non aver fatto molto sul mercato. Il tifoso non vive la quotidianità, non sa come vengono allenati e utilizzati i giocatori. Giaccherini l’abbiamo dovuto dare via perché non è mai stato preso in considerazione, così come Maksimovic. Inglese sarebbe potuto venire, ma avrebbe giocato? E lui è uno che è arrivato in doppia cifra col Chievo. Per vincere lo scudetto e per avere un posto in Paradiso, in Europa, devi far girare la rosa e non devi avere incidenti. Verdi non è voluto venire, eppure avevamo fatto un’offerta incredibile. Temeva che non avrebbe giocato”.

Sul fronte mercato, poi, il presidente conferma le voci circolate in queste settimane in merito ai possibili sostituti del partente Reina: “Stiamo trattando Rui Patricio, mi piace molto. Però mi sono pure incontrato con gli emissari di Leno, sto valutando”. Indizi di un possibile divorzio a fine stagione tra Sarri e il Napoli giungono  dalle stesse parole pronunciate da De Laurentiis: “È dallo scorso ottobre che stiamo valutando una serie di tecnici, abbiamo visto gente in Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Russia e anche in Italia se si volesse continuare col modulo ci sarebbe Giampaolo. Se si volesse spingere sull’ acceleratore e prendere un innovatore con variabili possibili di gioco, potrebbe esserci Simone Inzaghi. Conte? È un amico, un bel colonnello che non fa fiatare più nessuno e che detta regole particolari. Secondo me Sarri rimane e se non volesse ho alternative altrettanto valide”.

 

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