Pirlo a Vanity Fair:”Addio senza rimpianti. Miglior allenatore? Conte”

Pubblicato il autore: Luciano Nervo Segui
during the Premier League match between Chelsea and Leicester City at Stamford Bridge on January 13, 2018 in London, England.

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Lunedì prossimo alle 20:30 si terrà a San Siro “La Notte del Maestro”. una serata all’insegna dello Sport e del divertimento. Un progetto che ha ideato nel suo periodo in America, quando con la maglia del New York City, ha compreso la natura dello sport d’oltre oceano, ammirando come i match fossero soprattutto un momento per le famiglie di passare dei momenti insieme. E questo è quello a cui punta di creare con questa celebrazione. In campo scenderanno i più forti giocatori con cui ha giocato Pirlo durante la sua carriera, e di talento ce ne sarà da vendere: Ronaldinho, Ronaldo il Fenomeno, Del Piero, Shevchenko, Totti, Vieri, Rui Costa, Lampard, Seedorf e tanti altri. Ma anche difensori del calibro di Maldini, Barzagli, Chiellini, Costacurta, Cannavaro e chi più ne ha più ne metta.Sono stati anche invitati in veste di allenatori Allegri, Ancelotti, Conte, Donadoni e Tassotti. I presupposti per una splendida serata ci sono tutti, e sono decisamente all’altezza di questa manifestazione che darà l’ufficiale addio ad uno dei migliori, se non il migliore, regista del calcio italiano e internazionale, tanto da essere riconosciuto globalmente, e più di chiunque altro, appunto come il “Maestro”.

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In occasione di ciò è stato invitato a Vanity Fair, dove ha parlato del suo addio e del fatto che sia avvenuto nel momento giusto:” Non volevo arrivasse quel momento in cui la gente si guarda in tribuna dopo un tuo lancio fuori misura o un tuo tiro sbagliato e pensa: “Pirlo è vecchio, è finito, non regge più”. Non l’avrei mai potuto sopportare. Non ho nessun tipo di rimpianti: ho vinto tutto quello che potevo vincere, se guardo indietro alla mia carriera mi ritengo decisamente fortunato. Il Pallone d’oro non l’ho vinto, ma non è mai stato un mio pensiero fisso. Anche se penso alla mia carriera sotto l’aspetto professionale non posso che essere contento. Ho avuto diverse occasioni per poter andare a giocare fuori dall’Italia, ma alla fine anche se non è successo mi sta bene così”

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Per quanto riguarda il futuro ha diverse possibilità, e poca fretta: ” Ho tanto tempo per pensarci. Adesso mi godo i miei figli. Anche se non viaggio molto mi piace viaggiare, e quest’estate per via dei miei sponsor andrò in Russia per i Mondiali“. Non esclude neanche la possibilità di allenare in futuro: “Prima mi serve il patentino, però potrebbe essere un’idea”

Se dovesse scegliere a chi non rinunciare nella sua squadra, prenderebbe:” Nesta in difesa: con Ale ho diviso per anni la camera nei ritiri con la Nazionale.Ronaldo il Fenomeno davanti: ci ho giocato all’Inter. Buffon in porta. Io in mezzo, ma mi porto Gattuso a guardarmi le spalle.” Per quanto riguarda l’allenatore invece:”Ne ho avuti di straordinari, da Mazzone che mi cambiò ruolo spostandomi da trequartista a playmaker davanti alla difesa, ad Ancelotti, un altro fratello, ma Conte li supera tutti. Ho avuto la fortuna di incontrarlo al momento giusto, dopo aver lasciato il Milan nel 2011. Conte mi ha insegnato molto, ma tutti mi hanno lasciato qualcosa. All’Inter Hodgson mi chiamava Pirla, ma per un problema di lingua, non parlava molto bene l’italiano, e non lo faceva apposta”

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