Milan, il silenzio assordante di Berlusconi e Galliani: i colpevoli rossoneri sono anche loro

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Milan, i mali vengono dal passato. Dal 1986 al 2012 è stato un club modello, in Italia e in Europa. Grandi giocatori, grandi vittorie e lungimiranza in tutti gli aspetti di una società di calcio. Milan, una parola che suscitava invidia, rispetto e onori in ogni angolo del pianeta. Poi qualcosa si è rotto. Le prime voci di cessione, il lodo Mondadori, la genialata di nominare due amministratori delegati e l’addio di una colonna portante come Ariedo Braida. Non è un caso che gli ultimi anni della gestione siano stati i principali capi d’accusa. Non ci voleva Sherlock Holmes per capire che l’ultimo periodo della gestione Berlusconi-Galliani erano stati disastrosi. Sotto tutti i punti di vista, da quelli sportivi a quelli economici. Senza giocare le coppe europee i ricavi erano diminuiti, non ci sono state cessioni illustri e in compenso sono stati dilapidati milioni e milioni in contratti a giocatori a fine carriera.

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Poi è cominciata la lunga fase della cessione della società rossonera. Il Milan è passato da Mister Bee a Mister Li. Dopo mesi e mesi di incertezze ecco arrivare il closing tra Fininvest e Yonghong Li. Con tanti dubbi, tra soldi prestati e tanti dubbi. Poi la campagna acquisti scintillante della scorsa estate, ma con la scure del prestito di Elliott a pendere sul capo del Milan. Da mesi Berlusconi non proferisce verbo sul Milan, forse perché non ci sono scopi elettorali. Nei giorni scorsi ha parlato uno degli eredi,  Pier Silvio Berlusconi:”Non credo che mio padre abbia delle colpe nella situazione attuale del Milan”. Ah no? Lo provi a spiegare ai milioni tifosi rossoneri, disorientati come un pinguino nel Sahara.

Milan, un silenzio che sa di colpevolezza

“Lascerò il Milan in mani sicure”, così Silvio Berlusconi nei mesi agitati nel pre-closing. Yonghong Li è un uomo d’affari. Spericolato, non forse in grado di sostenere l’onere di guidare un club importante come il Milan. La fretta di togliersi dalle scatole il Milan, buono per prendere i voti e tremendamente dispendioso senza vittorie, ha mal consigliato l’ex presidente rossonero. Ogni giorno che passa contribuisce ad offuscare i ricordi delle vittorie che furono. Berlusconi e Galliani hanno garantito per Yonghong Li, ma quindi oggi perché il cinese sta pensando di vendere dopo aver comprato un anno fa? Questo lo sanno solo i protagonisti di questa grottesca storia

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In mezzo a tutto questo ci sono i tifosi del Milan, che ogni giorno vengono bombardati da notizie, indiscrezioni e pettegolezzi. I supporters rossoneri non vedono un po’ di chiarezza da sei anni, da quando è finito davvero l’epoca d’oro di Silvio Berlusconi. Sarebbe il minimo sindacale che l’ex presidente dia una spiegazione ai tifosi milanisti sulla gestione del biennio 2014-2016. Una gestione sciagurata già bocciata dalla UEFA. Invece da Arcore non arriva nessuna parola in merito. Neanche il senatore Galliani sembra più interessato a quello che succede oggi al Milan. Al povero vecchio diavolo conteso da cinesi, americani e chi più ne ha più ne metta. Nel silenzio dei vecchi proprietari. Assordante e colpevole. Assolutamente colpevole.

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