Mondiali 2018, caos Argentina. Aguero ‘scarica’ ct Sampaoli: “Dica ciò che vuole.” E spunta audio rovente di Simeone

Pubblicato il autore: Martina Gramaglia Segui

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

E’ un vero e proprio ciclone quello che ha travolto l’Argentina, impegnata ai Mondiali in Russia. Il pesante ko subito con la Croazia ieri sera nella seconda gara del girone D, è solo l’apice delle evidenti difficoltà della Nazionale sudamericana, che sta vivendo delle ore estremamente drammatiche. Già, perché il cammino mondiale della Selecciòn non era partito con i migliori auspici: gara d’esordio con l’Islanda, ma prestazione opaca e poco incisiva, che era valsa l’1-1 finale. Anche il giocatore più atteso e simbolo della squadra, Leo Messi non è stato il trascinatore conosciuto al Barcellona: poca concretezza e un grave errore dal dischetto nel momento più importante. Un rigore che, se messo a segno, avrebbe portato 3 punti preziosissimi per la classifica.

E invece quella di ieri si è trasformata subito in una gara da ‘dentro o fuori’ contro un avversario apparso subito ostico. La Croazia era reduce dal debutto vincente per 2-0 sulla Nigeria, ma ha ampiamente dimostrato che non si è trattato di un caso. Approccio perfetto e trionfo per 3-0 costruito con giocate di spessore. Dopo il primo gol viziato da una ‘papera’ dell’estremo difensore argentino Caballero e concretizzato da Rebic, l’Albiceleste, già poco brillante, si è disunita del tutto, incassando prima la perla di Modric e poi il tris di Rakitic.

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Un’imbarcata senza precedenti che ha scosso un intero paese, dai tifosi agli addetti ai lavori. Ora la qualificazione agli ottavi di finale è sempre più lontana e le combinazioni possibili lasciano solo delle flebili speranze al team argentino, fermo a 1 punto, con la Croazia volata a 6 e in attesa della sfida tra Islanda e Nigeria, rispettivamente a 1 punto e 0.

MONDIALI 2018, ARGENTINA: SPOGLIATOIO ROVENTE

Inevitabile un clima di grande tensione all’interno dello spogliatoio, dove il gruppo appare ormai sfiduciato e spaccato. Non mancano critiche feroci nei confronti della gestione del commissario tecnico Sampaoli e il primo a non risparmiarsi contro il mister è proprio uno dei suoi giocatori: Sergio Aguero. L’attaccante del Manchester City non ha gradito la sostituzione e davanti ai giornalisti si è mostrato particolarmente infastidito, liquidando il tecnico con poche, semplici parole: “Sampaoli può dire ciò che vuole”. El Kun è poi fuggito verso il pullman, lasciando intendere una netta presa di posizione rispetto al Ct.

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L’AUDIO TRAFUGATO DI SIMEONE

Ma ad inasprire i toni ci ha pensato, suo malgrado, Diego Pablo Simeone. L’attuale tecnico dell’Atletico Madrid ha avuto una conversazione privata con il suo fidato vice Burgos, una serie di audio, filtrati dai cellulari dei diretti interessati, divenuti virali e ripresi dalla stampa di tutto il mondo. Oggetto? Ovviamente il tracollo e la crisi dell’Albiceleste. Parole dure quelle del ‘Cholo’: “La Nazionale è in preda all’anarchia e priva di una leadership da circa quattro anni, sia da parte di chi è in panchina sia da parte della dirigenza. Non c’è un’idea o un progetto ben preciso. Al momento scommetto che lo spogliatoio sarà una polveriera. I giocatori potrebbero anche menarsi”. Tutti sul banco degli imputati, dunque, da Sampaoli ai singoli calciatori da Caballero all’intoccabile Messi, definito sì un fenomeno, ma solo in squadra forti. “La sua grandezza c’è ma è stata esaltata da giocatori straordinari. Ora potendo scegliere tra lui e Ronaldo per una squadra normale, chi sceglieresti?”.

Una conclusione che riapre l’eterna diatriba tra chi sia il migliore tra l’argentino e il portoghese, ma che fa riflettere anche sul dramma di una nazione e della sua Nazionale ormai nel caos.

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