Palermo, respinto in appello contro il Frosinone: ciocari in Serie A

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui
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Respinto il reclamo presentato dal Palermo avverso la decisione del Giudice sportivo Emanuele Battaglia di omologare il risultato della finale playoff tra i rosanero e il Frosinone. Per i ciocari viene confermato il verdetto del campo, con la conquista della Serie A nella sfida dell’ultimo atto.
Nella riunione di oggi, il collegio presieduto dal dottor Piero Sandulli, riunitosi a sezioni unite con Stefano Palazzi, Italo Pappa, Lorenzo Attolico, Maurizio Borgo, Carlo Bravi e Antonio Metitieri, ha rigettato le istanze dei legali del Palermo e per l’effetto ha confermato la decisione del giudice di prime cure.
In effetti il club siciliano aveva chiesto che i fatti di Frosinone fossero presi in considerazione come un unico progetto, a differenza di quanto erroneamente valutato e sanzionato dal Giudice Sportivo, come riferito da parte avversa: nelle memorie difensive, il pool di avvocati del Palermo evidenziavano come la condotta dei calciatori ciocari fosse finalizzata ad ostacolare il regolare svolgimento della gara a danno proprio degli isolani, che nella circostanza risultavano danneggiati. Circostanze che nella fattispecie avevano previsto il lancio di palloni in campo da parte degli stessi atleti o addirittura dalla curva dei tifosi, nonché l’invasione di campo che comportò la sospensione momentanea della gara.

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Le motivazioni del reclamo del Palermo: pronto il ricorso al terzo grado di giudizio

I legali del Palermo evidenziavano come tali fatti avessero nello specifico alterato la gara, con la conseguenza che la sanzione minima da applicare in questi casi è la punizione sportiva della perdita della gara con il risultato di 0-3 e conseguentemente l’ammissione dei rosanero nel massimo campionato.
La Corte Sportiva di Appello dunque non ha ritenuto fondate le motivazioni dedotte dal Palermo e alla stregua ha respinto il reclamo e per l’effetto condannato il club siciliano alla rifusione delle spese processuali per la tassa di reclamo.
Il Palermo ha già annunciato che adirà l’Autorità giurisdizionale competente, ossia il terzo grado di giudizio al Coni, per far valere le proprie ragioni: per la società siciliana, in caso di rigetto, si aprirebbero le porte del Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna, ultimo grado di giustizia sportiva a disposizione del Palermo. Se anche in tale sede dovesse andar male, i rosanero potrebbero adire il Tar Lazio, uscendo così dall’ambito sportivo ed entrando nella magistratura ordinaria, ma in tal caso il club verrebbe sanzionato nella stagione sportiva successiva per violazione della clausola compromissoria.

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