Serie A, Inter: la rinascita passa dai piedi di Radja Nainggolan

Pubblicato il autore: Alberto Palermo Segui

Inter – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Due gare diametralmente opposte, due risultati ugualmente deludenti. Così si può riassumere l’inizio di campionato dell’Inter di Spalletti versione 2018/19.
Se nella prima partita era stato l’approccio ad essere completamente sbagliato, con il Sassuolo che ha dominato per larghi tratti del primo tempo, nella gara di San Siro è stata la ripresa ad essere “preoccupante”.
Dopo un primo tempo ai limiti della perfezione, con un pressing asfissiante sui centrocampisti avversari che non sono mai riusciti a servire Belotti, la energie fisiche sono calate e il Torino, con l’avanzamento di Soriano e il successivo ingresso di Ljajic, è riuscito a rimontare e a pareggiare per 2 a 2, complice un dormiente Handanovic.
Spalletti aveva esordito con 3-4-3 che ha sorpreso tutti, ben coperto dietro con De Vrij più sicuro rispetto alla prima stagionale, con Skriniar e D’Ambrosio che avanzavano palla al piede, Asamoah e Vrsaljko che garantivano ampiezza e copertura, i due mediani che pressavano e impostavano, le ali che non davano punti di riferimento e Icardi che svariava su tutto il fronte in versione assistman.
Tutto perfetto fino al crollo prestazionale del secondo tempo e all’inspiegabile errore di un portiere esperto come Handanovic, che ha fatto tornare nella mente dei nerazzurri vecchi fantasmi e grandi difetti delle stagioni passate.

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Mancava qualcuno che riuscisse a contrastare fisicamente le avanzate di Meité e  Rincon che hanno preso il sopravvento in mezzo al campo, mancava qualcuno che riuscisse a portare palla da una parte all’altra del campo con forza e decisione data la scarsa condizione fisica di Brozovic, mancava un uomo di carisma capace di trasmettere sicurezza e che ridesse carica all’ambiente con una giocata grintosa: in poche parole mancava Radja Nainggolan.
E’ proprio da lui che Spalletti deve ripartire, non importa il modulo, che sia difesa a 3 o a 4 con due ali o con due punte ravvicinate, l’importante è che il ninja sia sempre a sostegno di Mauro Icardi e che aiuti con i suoi recuperi e le sue giocate di forza un centrocampo non ancora in perfette condizioni.

Il tecnico dell’Inter sa benissimo come gestire il belga, non più di due anni fa Nainggolan veniva spostato per la prima volta sulla trequarti con risultati devastanti: 11 goal e 4 assist in 37 presenze.
Quella è la sua posizione, lì è dove è capace di dare più fastidio alle difese avversarie con i suoi tiri e i suoi inserimenti. Il processo di recupero è stato molto cauto, forse anche troppo, con lo staff medico che ha provato a fare il massimo per preservarlo in vista delle tante sfide stagionali dell’Inter, impegnata anche in Champions League, ma adesso non si può rimandare, Radja deve giocare costi quel che costi.
L’ambiente interista non perdonerà un altro passo falso, Juventus e Napoli sono già a quota 6 e se l’Inter vuole davvero provare a lottare per lo scudetto non può più perdere tempo, se 5 punti sono già tanti figuriamoci 7 o addirittura 8.
Nella prossima sfida gli uomini di Spalletti sfideranno un Bologna in evidente crisi di gioco, una squadra che andrà in campo per lo 0 a 0 con un 5-3-2 super abbottonato e che penserà più a non far giocare l’Inter che a proporre gioco.
La squadra di Inzaghi è l’unica insieme al Frosinone (e alla Samp che però ha una partita in meno) a non aver ancora segnato in questa stagione, sintomo di un gioco povero di idee e con meccanismi ancora da trovare.
Per tutti questi motivi, questa deve essere la partita della svolta per l’Inter, che deve giocare con convinzione, determinazione, spirito di squadra, predisposizione al sacrificio, nervi saldi e, soprattutto, con Radja Nainggolan.

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