Infortunio Caldara, almeno una settimana stop: out con Empoli e Sassuolo

Pubblicato il autore: fabricondo Segui
during the Serie A match between AC Milan and Cagliari Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on August 27, 2017 in Milan, Italy.

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Alzi la mano chi ha fatto la macumba a Mattia Caldara. Perché qualche spiegazione ci deve pur essere per il rocambolesco e sfortunato avvio di stagione del difensore del Milan, unanimemente considerato un predestinato. Il giovane difensore sembrava finalmente pronto per l’esordio in campionato con la maglia rossonera, domani a Empoli, e invece dovrà rimandare ancora una volta l’appuntamento. Caldara, infatti, non risulta nella lista dei convocati per “un problema al pube – come ha spiegato oggi Gattuso in conferenza stampa – nessuna lesione, ma un’infiammazione”. L’ennesimo contrattempo di un’annata che era partita con presupposti ben diversi. E un’altra maglia addosso.

In principio era la Juventus. Il club bianconero lo aveva acquistato dall’Atalanta nel gennaio del 2017, per 15 milioni di euro. Caldara, però, era rimasto in prestito agli orobici fino allo scorso maggio, mese un cui viene convocato per la prima volta in Nazionale da Roberto Mancini, che il primo giugno lo fa debuttare nell’amichevole persa per 3-1 contro la Francia, che si appresta a laurearsi campione del Mondo. Dopo le meritate vacanze, a 24 anni, il salto tanto agognato nella Juve padrona d’Italia da sette anni. Tra paragoni illustri e pronostici lusinghieri, Mattia sembra addirittura pronto per guadagnarsi un posto da titolare nello scacchiere di Allegri, che ha bisogno di rinfrescare la difesa. Invece, all’improviso, i piani cambiano e la Signora decide di rinunciare alla gioventù di Caldara per riabbracciare il figliol prodigo Bonucci. Così, dopo la tournée americana, Mattia fa nuovamente i bagagli e si trasferisce al Milan per 35 milioni di euro, mentre Leo riprende la strada per Vinovo. Uno scambio che molti tifosi bianconeri non gradiscono, ma tant’è.

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A Milanello si respira aria nuova e le premesse sembrano buone. Dopo la breve parentesi cinese del misterioso Li, in casa rossonera comanda il Fondo Elliott, che ha affidato le chiavi della gestione tecnica a Leonardo, coadiuvato da un monumento come Paolo Maldini, tornato finalmente a casa 9 anni dopo il ritiro dai campi da gioco. La delusione per la Juventus perduta passa in fretta, Caldara  – così come l’altro grande ripudiato da Madama, Higuain – ha l’opportunità di affermarsi in un ambiente che sogna un prepotente rilancio nell’elite mondiale. Un campionato con la zona Champions nel mirino e una Europa League da vincere sono gli obiettivi dichiarati di casa Milan, con una tifoseria nuovamente euforica. Pronti, via, ma Caldara sparisce dai radar.

A Napoli, primo step della stagione, Caldara si siede in panchina, accanto a Romagnoli gioca Musacchio, uno che sembrava sul piede di partenza. Il motivo? Di natura tattica, a quanto trapela: abituato alla difesa a 3 di Gasp a Bergamo, Caldara deve ancora assimilare i movimenti a 4. Guarda e impara ragazzo, sembra insomma il messaggio di Gattuso. E infatti la musica non cambia in Milan-Roma, debutto dei rossoneri a San Siro. Il popolo si fida di Ringhio, ma mugugna, si chiede quanto ci vorrà per vedere il ragazzo in campo, che figura tra le riserve anche a Cagliari. Ad impedirgli di giocare da ex la sfida con l’Atalanta, invece, è un problema alla schiena. Ora niente Empoli e, probabilmente, Sassuolo. Unica presenza in Europa League contro il Dudelange, più ombre che luci. Così Caldara rischia di arrivare alla sosta delle nazionali senza nemmeno una presenza in campionato. E alla ripresa ci sarà il derby. Chissà, forse Mattia ha scelto l’appuntamento più sentito per esordire. E magari lasciare il segno.

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