Inter, hai un’arma in più: Joao Mario reclama una chance

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

Foto Getty Images© per SuperNews

Un’arma in più, almeno per il campionato per l’Inter, rappresentata da un centrocampista che due anni fa arrivò a Milano con grandissimi propositi per poi perdersi strada facendo, complice la gestione non ottimale di De Boer, la non esplosione con Pioli e anche le troppe panchine con Spalletti che l’hanno portato a trovare una nuova affermazione in Premier.

Tornato in questa stagione, il portoghese Joao Mario, vuole puntare ad affermarsi in nerazzurro, mostrando che il prezzo che è stato pagato, 45 milioni, sia quello che realmente vale. Il costo elevatissimo del portoghese fu in virtù della vittoria, da protagonista, dei campionati europei con i lusitani, cosa che ha fatto lievitare non poco il cartellino del calciatore che è così risultato costosissimo nonostante la sua resa non sia stata sempre ottimale.

Recuperare questo calciatore potrebbe offrire a Spalletti un’ottima soluzione a centrocampo, dove i vari Gagliardini, Brozovic e Vecino, nonostante il gol, stanno stentando, e Borja Valero non è quasi mai impiegato per ragioni tecniche.

Joao Mario non disdegnerebbe un impiego davanti la difesa nell’ormai celebre 4-2-3-1 spallettiano, e potrebbe far rifiatare Gagliardini e Vecino divenendo così quell’arma in più, che serve assolutamente all’Inter, per raggiungere nuovamente la Champions.

Inter. Joao Mario: “Il Primo anno in Italia è stato difficile”

Racconta che è stato molto difficile il primo anno in Italia per il campione d’Europa. Sicuramente i tifosi si aspettavano di più, come spesso accade quando arriva un calciatore vincente pagato moltissimo, ma spesso non si da il giusto tempo di ambientamento ai calciatori e si rischia di perdere il proprio investimento per strada:

“Il primo anno lontano dal Portogallo è stato difficile probabilmente, arrivando la stagione successiva con un progetto preciso avrei fatto andare le cose in maniera diversa. Quando sono arrivato non ho pensato all’investimento del club su di me. Forse due anni fa era il prezzo giusto, non lo so. Ma non mi è mai pesato, mi ha sempre spinto a fare meglio. Il rapporto con l’allenatore non è un problema, perché è buono e positivo. L’anno scorso sono andato in Premier solo per non perdere il Mondiale”.

Il calciatore sa benissimo che la società, in virtù dell’investimento fatto, si aspetta molto da lui, e dall’altra parte il gruppo Suning ha assoluto bisogno di far lievitare nuovamente il cartellino di Joao Mario, che deve necessariamente almeno pareggiare la sua valutazione iniziale per non far perdere troppo denaro all’Inter.

Ora l’obiettivo del calciatore, intervistato da Sky Sport, è trasformare i fischi in applausi, spiegando che è sempre brutto non essere accettati dal proprio pubblico, ma comprendendo le aspettative deluse del popolo nerazzurro:

“I fischi li senti sempre e non fanno piacere. Giocare in una situazione del genere non è semplice, ma capisco la gente. Da movimento del mio corpo sembra quasi che io non ci sia, che non dia il massimo, ma non è così. Si tratta di un atteggiamento su cui posso e devo lavorare. Adesso, però, i fischi li voglio trasformare in applausi. Dove mi vedo in campo? Come secondo mediano in un centrocampo a due forse mi posso trovare meglio. Come trequartista, invece, farei fatica. Ho capito che qui in Italia in quella zona del campo ci deve essere qualcuno capace di fare molti gol, il che non è una mia caratteristica. Mi piace più far girare la palla. Tuttavia non è un problema, gioco dove vuole il Mister. In Nazionale mi hanno pure messo alto a sinistra”.

Inter, Joao Mario “Ora sono più sicuro”

Si sente più sicuro di se Joao Mario, che si impegnerà a diventare uno dei beniamini dei tifosi:

“Due anni dopo mi sento più maturo. Adesso sono consapevole di come mi alleno, tutti mi aiutano e sono pronto per giocare. L’allenatore mi ha detto di farmi trovare pronto e che quando ci sarà bisogno mi darà fiducia. Ho imparato che il momento della squadra e l’ambiente meritano il massimo. Non ci sono scuse per gli atteggiamenti. È questo quello che devo cambiare”.

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