Juventus-Napoli, la pressione è tutta su Carlo Ancelotti

Pubblicato il autore: Armando Cheula Segui
BILBAO, SPAIN - MARCH 07: Head coach Carlo Ancelotti of Real Madrid reacts during the La Liga match between Athletic Club Bilbao and Real Madrid CF at San Mames Stadium on March 7, 2015 in Bilbao, Spain. (Photo by Juan Manuel Serrano Arce/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Siamo alla vigilia del big match tra Juventus e Napoli, calendarizzato con grande sorpresa (come già rimarcato) alle 6 del pomeriggio, e attesa e interesse come ogni grande duello sono nitidamente palpabili. Le due squadre, giungono al fatidico appuntamento a giudicare dai risultati recenti, in gran forma se è vero che i bianconeri non partivano così bene dal lontanissimo 1930/1931 anche se ultimamente hanno abituato affezionati e non discretamente bene, e i partenopei non da meno, in virtù di un calendario per coefficiente di difficoltà nettamente superiore ai rivali, contando tre soli punti in meno maturati in quel di Genova in una peraltro disfatta senza appello, 3 a 0 contro i blucerchiati della Sampdoria.

Madama ormai per tradizione e recente passato ha ormai esorcizzato i pericoli di una attesa spasmodica e memore dello scontro dell’anno scorso in quel di Torino, perso per 1 a 0 con gol di Koulibaly proprio a una manciata di minuti dalla fine, siamo sicuri non commetterà più lo stesso errore di attendere l’avversario e non scoprirsi, un atteggiamento conservatore e difensivista figlio di una allora classifica che la vedeva primeggiare con quattro punti di bonus. Pur perdendo quella partita gli uomini di Allegri non si sono disuniti ma hanno raggiunto lo scudetto sconfiggendo poi a San Siro l’Inter di Spalletti.

Il Napoli giunge allo Stadium sostanzialmente con un’unica variante rispetto allo scorso torneo: Carlo Ancelotti. Il cambio di allenatore sotto il Vesuvio è stato vissuto con come un semplice avvicendamento ma come un cambio epocale che contiene in sè connotati filosofici, chimici e psicanalitici secondi a nessuno. De Laurentis, il cui rapporto con Sarri,  tutto fuorchè un matrimonio saldo e amorevole, la burrasca tra i due ha raggiunto spesso il limite dell’esondazione, era ormai saturo e colmo di personalismi e  isterismi come solo le grandi e appassionanti telenovele, ha optato infine per dare il benservito al toscano, colpevole di non aver abbinato lo spettacolo ai risultati in un calcio, il nostro, che ancora oggi vede Sacchi come una eccezione, Capello e Trapattoni come certezze granitiche e ancora reclamizzate.

Si diceva, se Mister Allegri è ben saldo sulla panchina bianconera anche grazie ai numerosi successi mietuti negli ultimi 4 anni (4 double consecutivi!..), sul fronte interno la Juventus gode di una consapevolezza e abilità che solo ora cominciano ad affiorare anche nelle campagne europee se è vero che mai come quest’anno la società di Andrea Agnelli parte con i favori del pronostico sia in serie A che nella tanto agognata Champions.

Dall’altro lato, Ancelotti, presentato a Napoli come un taumaturgo, dal canto suo bravo da lupo sornione e navigato a non sottrarsi a questa campagna mediatica costruita ad hoc, ha tutto da perdere da questo incrocio in quel di Torino. Se perde, la corrente degli scettici comincerà a mormorare i suoi malumori e rimpianti nei confronti di Sarri; se da Torino tornerà con un pareggio, rimarrà comunque dietro alla banda di Allegri; solo se vincerà potrà dare una sterzata al campionato mettendo a tacere detrattori o gli ammiratori del Sarrismo.
In soccorso di Carletto è il calendario: una cosa è sicura di questa partita di cartello e cioè che in caso di sconfitta nulla è peduto, essendo giunta molto presto a battezzare le due principali accreditate allo scudetto. Insomma una grande partita ma senza i cromosomi di essere decisiva nè definitiva.
Sabato già all’ora di cena ne sapremo di più…

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