Milan, Totti rivela: “Ho detto no ai rossoneri. Colpa di mia madre”

Pubblicato il autore: federica ferrazza Segui

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Le mamme sono sempre possessive e apprensive nei confronti dei figli,soprattutto se si tratta di figli  maschi : e non è da meno la madre di Totti .Er pupone,di nome e di fatto,è stato sempre seguito dalla  figura materna sia dentro che fuori dal campo e questo soprannome,non a caso,sinonimo di eterno ragazzino e immaturo svela forse il motivo di un’apprensione così forte.La mamma chioccia non lascia mai allontanare i suoi pulcini,e così fece anche sua madre quando il Milan offrì 300 milioni per un ragazzino di 12 anni,già destinato a diventare l’ottavo re di roma,anche perchè lui nel cuore aveva soltanto una maglia,quella giallorossa,che poi sceglierà senza mai lasciarsi ammaliare dai grandi club europei.Chissà cosa ne sarebbe stato di Totti se quella proposta la madre l’avesse accettata?Avete mai provato ad’immaginare un passato senza Totti:non ci sarebbe stato il brivido del rigore “a cucchiaio” nella semifinale dell’europeo contro l’Olanda,lo scudetto di quell’indimenticabile 17 Giugno contro il Parma in cui lui stesso segnò il goal del vantaggio,i derby passati incollati davanti alla tv per aspettare il suo sigillo,ma sono tanti altri i momenti da protagonista del capitano che ogni giallorosso e non ricorda, anchè perchè la “tottilatria” non è una religione esclusivamente per  romanisti,anzi “er capitano” si è guadagnato il rispetto di tutti,rispetto dimostrato durante il doloroso addio alla Roma.Tutti in lacrime di fronte a un  giocatore che non solo ha avverato sogni,regalato certezze e fedeltà  al suo amato club,ma ha dimostrato un calcio pulito,lontano dai soldi,tutto per amore di una città e di una squadra che ricambiano l’affetto e lo venerano come un re.Quindi ,dulcis in fundo, se c’è una persona che i romanisti del ringraziare è proprio la madre di Totti,che non solo ha tirato su questo gioiello del calcio italiano,ma l’ha cresciuto giallorosso ,con tanta testa cuore e voglia di sacrificarsi per un maglia che ancora non è pronta ad abbandonare l’immagine del suo tanto caro capitano.

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