Pallone d’oro: Antoine Griezmann ha le carte in regola per spodestare Cristiano Ronaldo

Pubblicato il autore: Armando Cheula Segui

Cristiano Ronaldo – Foto Getty Images© per SuperNews

Era appena scoccato il 19′ del secondo tempo del quarto di finale di andata in quel di Torino tra la Juventus e il Real quando Cristiano Ronaldo confezionò quel gol in acrobazia 2.0 tanto per rinnovare 68 anni dopo, era infatti il 15 gennaio del 1950 e si era a 10 minuti dalla fine di un Fiorentina Juventus, la rovesciata più famosa del calcio italiano, quella di Parola, divenuto poi logo immarcescibile e indimenticabile per tutti i collezionisti degli album “Panini” di lì a venire.

Si era compreso fin da subito che quell’acrobazia avrebbe rappresentato più del suo stesso significato: il tributo del popolo juventino poi si scoprì contribuì (in maniera notevole per la corrente romantica, insignificante per quella materialista) a cambiare il destino non di quella coppa irrimediabilmente persa quella notte ma il proseguio della carriera del fenomeno portoghese che quella stessa sera aveva ipotecato, a detta di molti,  per la sesta volta il pallone d’oro edizione 2018.

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Cristiano Ronaldo e il Real alzarono per la terza volta consecutiva la coppa dalle grandi orecchie schiantando il Liverpool nella finale di Kiev del 26 maggio: si disse l’ennesimo trionfo che non poteva che trasformare l’assegnazione del riconoscimento individuale più ambito da tutti i calciatori in una mera formalità. L’unico ostacolo sulla strada della star portoghese sarebbe potuto essere la conquista del mondiale da parte di Leo Messi, unico vero antagonista papabile nella rincorsa al premio. E poi….

Cristiano Ronaldo non solo non vince l’ultima Liga ma il Real si classifica al terzo posto dietro anche all’Atletico Madrid; il calciatore di Funchal è autore di un Mondiale al di sotto della sua fama uscendo prematuramente agli ottavi per mano dell’Uruguay; la Francia dominerà l’edizione conquistando la coppa anche grazie ai gol di Antoine Griezmann, punta dell’Atletico Madrid. Toh…chi si rivede …proprio la stessa formazione che oltre ad essere comunque finita davanti al Real in campionato ha trionfato in Europa League nella finale vinta contro il Marsiglia per 3 a 0 guarda caso ancora con una doppietta dell’attaccante francese.. Nel pieno dell’estate poi Cristiano Ronaldo lascia la camiseta bianca per approdare sotto l’ombra della Mole: al momento sono due mesi di juve utili a conoscere nuovi automatismi e compagni ma il tabellino dei marcatori ad oggi langue desolatamente.  A metà agosto a Tallinn invece  il bell’Antoine prosegue nel suo clamoroso filotto di trionfi vincendo la Supercoppa Uefa per 4 a 2 proprio contro gli acerrimi nemici del Real ormai orfani di Cristiano.

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Non si discutono le doti del pentapallone d’oro, ma se ci si vuole attenere ai numeri, codesti raccontano una storia che può riservare un finale differente e neanche tanto a sorpresa: 3  sono difatti i trofei finiti nel palmares della punta francese (e che trofei si dirà..) mentre nel carniere di Cristiano figura in solitaria la Champions. Un parziale quindi di 3 a 1 che non può essere ritoccato nell’anno in corso visto che ad essere pignoli neanche la Supercoppa Italiana terrà banco nell’anno corrente (sempre che simile trofeo avrebbe potuto spostare equilibri..).
Insomma a voler ben vedere ci aspetta un rush finale  tutt’altro che scontato…la Juventus da qui a dicembre dovrà dare una mano al fuoriclasse portoghese per scrollarsi di dosso “le petit diable”.

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