Un Viaggio nel pallone: a Torino è nato il Napoli di Carlo Ancelotti

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Lorenzo Insigne; Dries Mertens – Foto Getty Images© per SuperNews

Napoli, è cominciata per davvero l’era Ancelotti.Carletto l’ha vinta ancora prima del fischio iniziale“, così Stefano ci racconta la sua trasferta a Torino al seguito della sua squadra del cuore: il Napoli. Gli azzurri hanno vinto 3-1 e quella contro gli uomini di Mazzarri potrebbe passare alla storia come la prima vittoria dell’era Ancelotti. E’ vero, quella giocata allo Stadio Grande Torino è stata la quinta giornata di campionato, ma il passaggio dal Maestro Maurizio a Re Carlo è sempre più prossimo alla conclusione. Il leader calmo di Reggiolo ha cambiato volto alla macchina perfetta sarriana. Per farlo Ancelotti è tornato all’antico, al suo amato 4-4-2. Lo schema più antico del gioco del calcio, finito un po’ nel dimenticatoio negli ultimi tempi.

Leggi anche:  Juventus, futuro Dybala e Ronaldo: le parole di Luciano Moggi

E non poteva rispolverarlo lui, sacchiano della prima era. L’uomo che ha cambiato ruolo a Pirlo e Cristiano Ronaldo, che ha vinto la decima Champions League con Di Maria mezzala. Non poteva essere lui a cambiare il ruolo di Lorenzo Insigne. Il folletto partenopeo ora fa l’attaccante, vero e puro. Tre partite, tre gol e una clamorosa traversa colpita con la Stella Rossa. Il Napoli era atteso dall’ex Mazzarri e da un Torino in salute. “Callejon e Verdi larghissimi sulle fasce la mossa vincente, il Torino ci pressava e per noi gli spazi si aprivano come le acque del Mar Rosso davanti a Mosè”, così Stefano ci spiega come Ancelotti ha battuto i granata. “E’ servita anche un po’ di fortuna sul primo gol di Insigne e sull’errore sotto porta di Zaza”, ma una dose di buona sorte aiuta sempre.

Leggi anche:  Manchester United Roma, i giallorossi vogliono vendicare quel famoso 7-1

Napoli, con Ancelotti si può sognare in grande

Tra meno di una settimana il Napoli tornerà a Torino. Sabato c’è Juventus-Napoli. I tifosi azzurri non potranno essere all‘Allianz Arena, decisioni che deludono e spiazzano. Soprattutto ascoltando queste parole:“La Curva del Torino mi ha emozionato, è la prima volta che i tifosi avversari mi distraggono dalla partita“, Stefano si è goduto da vicino lo spettacolo dei tifosi granata. Il Torino ha una tifoseria da Champions League, la squadra un po’ meno. “La città si conferma elegante, civile e ospitale. Un piacere trascorrere le ore prima della partita a Torino”.

Il cammino del Napoli di Ancelotti è appena cominciato. Gli azzurri sono all’inseguimento della Juventus in campionato e sono in attesa di sfidare Liverpool e Paris Saint Germain in Champions League. Dopo tre anni ad altissimi livelli qualche perplessità del popolo azzurro verso Ancelotti era lecita. Anche se stiamo parlando di uno dei migliori tecnici del calcio italiano. Il leader calmo di Reggiolo sa che per conquistare Napoli non basta una partita, neanche due. Serve far capire che anche con una versione diversa da quella degli ultimi tre anni si possono avere grandi risultati. Facendo giocare tutti, anche Luperto e Rog. I due non saranno stati tra i migliori in campo contro i granata, ma hanno messo benzina nelle gambe e faranno tesoro degli errori commessi. Stefano è ripartito da Torino soddisfatto. Ma ancora con tanta voglia di Napoli. L’era Ancelotti è appena cominciata. Per davvero. E lo stadio della genesi ancelottiana non poteva che essere intitolato al Torino. Al Grande, Grandissimo Torino.

Leggi anche:  Sky o DAZN? Ecco dove vedere Torino-Roma in tv e in streaming, 31^ giornata Serie A

  •   
  •  
  •  
  •