Antoine Griezmann, il portatore di luce: il Pallone d’Oro è già suo?

Pubblicato il autore: Matteo Ingrosso Segui

Antoine Griezmann – Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Ci ha messo ancora lui lo zampino nella vittoria della sua Francia contro la Germania di Joachim Low, in Nations League. Non poteva che essere Antoine Griezmann l’esecutore di questa ennesima vittoria de “Les Bleus“, l’undicesima nelle ultime 15, nelle quali i galletti non hanno mai perso. Numeri che incoronano la nazionale francese come la più forte, la più giovane e talentuosa, guidata da tanti campioni ma sorretta sempre dallo stesso uomo, o per meglio dire diavolo. Un diavoletto dispettoso, sempre pronto a guastare la festa agli avversari, letale con la maglia blu e con quella biancorossa dell’Atletico Madrid. Un’annata da incorniciare per “Le petit diable“, che in quasi ogni singolo match di ogni singola competizione, con ognuna delle due maglie è riuscito a dire la sua, con un goal spettacolare o con un assist ben calibrato. Il Palmarès dell’anno solare recita così: una Europa League, una Supercoppa UEFA, Campionato Mondiale a Russia 2018. Poi i riconoscimenti individuali: è stato premiato come miglior giocatore dell’Europa League, scarpa d’argento al Mondiale -con 4 centri, due in meno ripetto al capocannoniere Harry Kane– e pallone di bronzo, posizionandosi alle spalle di Eden Hazard e del connazionale Kylian Mbappè.

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Che tutto questo sia il preludio di un altro, prestigioso riconoscimento? E’ vero, in lizza per il premio di miglior giocatore del mondo nell’anno solare ci sono due mostri sacri come Luka Modric e, appunto, Mbappè. Il centrocampista croato del Real Madrid ha disputato la migliore stagione della carriera e non sarebbe di certo uno scandalo vederlo posare davanti ai fotografi con il Pallone d’Oro tra le mani. Poi c’è il 19enne attaccante del Paris Saint-Germain, assoluto protagonista al Mondiale e abbattitore di record, l’uomo destinato a dar vita ad un’egemonia in stile Cristiano Ronaldo-Messi.
Ma siamo sicuri che Griezmann rimanga a guardare? Il piccolo diavolo è l’essenza del suo stesso soprannome. Non di certo un demone maledetto, uno spirito malvagio, bensì un idolo, sorprendente, ammirevole, appartenente agli dei. C’è della magia divina nella sua capacità di essere sempre decisivo e freddo nei momenti che contano. Proprio come nella partita di ieri. Griezmann ha interpretato un’altra volta la parte del “Portatore di Luce“: come Diana e Giunone -le divinità definite “Lucifere” nella mitologia romana- il talento francese continua a portare la luce ovunque calpesti il terreno di gioco. Solo con la maglia della nazionale francese, nell’anno solare 2018, i goal sono stati 7 in 15 presenze, con una media di un centro ogni due gare disputate. Prendendo in considerazione l’anno solare, con la maglia dell’Atletico Madrid, Griezmann ha messo a referto 18 centri in campionato, tra la passata stagione e quella attuale; 2 goal nella scorsa Coppa del Re; 4 goal tra le 6 partite giocate in Champions League la scorsa stagione e le 2 disputate in quella attuale; 6 goal in Europa League, compresa la doppietta in finale. Con questi numeri si ha tutto il diritto di sognare. E con ogni probabilità sarà proprio lui, insieme al compagno di nazionale Mbappè, a contendersi il premio individuale più ambito, il prossimo 3 dicembre.

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