Antonio Cassano a Il Secolo XIX: “Icardi avrebbe fatto la riserva nell’Inter del 1999”

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Mauro Icardi – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Nel mondo del calcio, ci sono alcuni giocatori o freschi ex che fanno più notizia al di fuori del rettangolo verde che non per quello che dimostrano o hanno dimostrato in campo a loro tempo.
Un esempio è certamente Antonio Cassano, uno dei personaggi più appetibili da intervistare perché raramente dice ovvietà, lasciando sempre titoloni importanti in dote al giornalista di turno.

Il talento di Bari Vecchia, ai microfoni de Il Secolo XIX, inizia parlando della possibilità di diventare direttore sportivo nei prossimi anni, magari nella squadra a cui è rimasto più legato, ossia la Sampdoria. Le sue figure chiave da cui vorrebbe prendere esempio sono, senza ombra di dubbio, Piero Ausilio dell’Inter e Giovanni Rossi, responsabile di mercato del Sassuolo. Cassano ha ribadito la sua stima per il presidente blucerchiato Massimo Ferrero, una persona che, secondo il parere di Fantantonio, è molto scaltra e «sa muoversi». Senza rischiare di peccare di superbia, Cassano vorrebbe presto mettersi alla prova nell’area tecnica, anche nelle vesti di osservatore, così da capire se ci sia una reale possibilità di diventare “qualcuno” in quel settore.

Leggi anche:  Primavera 1, andata play-out: Lazio-Bologna 1-1

Per Antonio Cassano, l’intervista rilasciata alla testata genovese è stata anche l’occasione per svelare un retroscena importante. Nell’estate del 2007, dopo una stagione negativa vissuta al Real Madrid, squadra che doveva rappresentare il trampolino definitivo per la carriera del “Pibe de Bari Vecchia”, Cassano è stato avvicinato da Enrico Preziosi, il presidente del Genoa ancora in carica. C’era un pre-accordo per il ritorno in Italia di Fantantonio con la maglia del Grifone, ma, in un secondo momento, è arrivata la chiamata della Sampdoria. A quel punto, Cassano ha optato per i blucerchiati del mai dimenticato patron Garrone, scelta rivelatasi felice viste le innumerevoli perle di Antonio ammirate negli anni dal pubblico del Ferraris. Il grande attaccamento del barese alla Sampdoria è dovuto anche al coincidente incontro con Carolina, la donna che poi ha sposato.

Il vero momento clou delle dichiarazioni di Cassano giunge quando l’ex Roma manda una frecciata al bomber nerazzurro degli ultimi anni , un certo Mauro Icardi. Fantantonio ricorda il 1999, anno del suo esordio in massima serie con il Bari, quando nella Reggina di Lillo Foti che lottava per non retrocedere c’era gente del calibro di Pirlo, Cozza e Baronio. Era un calcio incentrato ancora sui veri numeri 10, lontano anni luce dal guardiolismo imperante di questi ultimi anni. L’esempio della squadra amaranto portato da Cassano gli è servito per ribadire, come avvenuto già in passato, la carenza tecnica ancora presente in Serie A, perlomeno da 8 anni a questa parte. Qui arriva il messaggio con destinatario Icardi, il quale, secondo Cassano, con attaccanti di nome Ronaldo e Vieri, difficilmente avrebbe giocato titolare.

Leggi anche:  Tabellone ottavi Euro 2020: dove si piazzano le migliori terze?

Infine, la chiacchierata con l’eterno Peter Pan barese si conclude con il racconto di una “cassanata” delle sue: “Mazzarri porta sul terrazzo Padalino e Ziegler per parlargli della partita, con la sigaretta in bocca. Io dalla sala della colazione gli dico ‘basta fumare’. Lui mi sente, reagisce e mi risponde male. Mi salta il tappo, mi alzo per affrontarlo ma la porta a vetri è bloccata. Mi trattengono. Prima decido di non giocare, di rientrare a casa. Poi cambio idea ‘gioco ma vado subito allo stadio’. Erano le 11, partita alle 15. Chiamo mio cugino, arriva con la sua Uno e mi porta al Ferraris. Arriviamo al Ferraris dopo un quarto d’ora, mi sdraio sul lettino e mi addormento. Poi, mi hanno svegliato per il riscaldamento e ho giocato: due assist a Marilungo e un gol”.
L’uscita di scena del Cassano calciatore è stata una boccata d’aria per lui,  che non ha mai amato particolarmente l’essere sempre sotto esame e sentire troppa pressione addosso, quello che un calcio giocato ad alti livelli richiede.
Dopo l’ufficialità del suo ritiro, infatti, è riuscito a dormire per ben 12 ore di fila, cosa che non gli succedeva da anni. Ora si gode la famiglia, qualche cena in più e una partita di calcetto di tanto in tanto.
La speranza di tutti noi resta quella di rivedere presto un talento italiano all’altezza della classe immensa del barese in un calcio che latita sotto questo punto di vista.

  •   
  •  
  •  
  •