Champions League: come ti cambia la squadra

Pubblicato il autore: Gabriele Ripandelli Segui

Foto Getty Images© per SuperNews

In 14 giorni può cambiare tutto, o quasi“. Martedi’ 18 settembre l’Inter si presentava al ritorno della Champions a San Siro dopo una serie di risultati deludenti contro squadre non inarrestabili, con 4 punti, 5 gol fatti e 4 gol subiti, ed il Napoli inaugurava il ritorno di Belgrado nell’Europa che conta con un gioco che ancora tardava ad arrivare, a differenza dei punti in classifica persi solo nella sonora sconfitta al Marassi. La Juventus mercoledì 19 settembre voleva far vedere tutti come, oltre ad essere la favorita per la serie A, poteva essere nominata tra le principali candidate per la finale. La Roma, invece, si presentava al difficilissimo scontro in casa del Real Madrid, dopo essere inciampata sui propri piedi nelle ultime gare di campionato. Oggi, 14 giorni dopo, scenderanno in campo la Juventus, per cui non è cambiato nulla, ed la Roma, per la quale sono arrivati ottimismo e punti. Domani sarà il turno dell’ Inter, completamente rivoluzionata sul piano delle considerazioni esterne, e del Napoli, che sta iniziando ad esprimere il gioco di Ancelotti.

Inter e Roma, le ritrovate – La squadra di Spalletti si prepara alla gara più facile del girone, seppure gli olandesi abbiano il miglior attacco d’ Europa con 3,7 gol a partita, e quella di Di Francesco ad un partita che non può non vincere. Cosa è cambiato nel concreto? Il gol di Icardi è stato per i nerazzurri una sveglia per un leone addormentato. Da lì è venuta fuori la cattiveria agonistica e la forza fisica dell’ Inter. La squadra di Appiano Gentile non è nata per giocare un bel gioco, ma per non arrendersi fino alla fine. Dopo la crisi che il gol di Dimarco aveva creato nella casa nerazzura, Spalletti deve aver trovato la formula magica per far funzionare i suoi. Battere Tottenham, Samp fuori casa, Fiorentina e Cagliari, subendo solo due gol e siglandone 7, sembra un chiaro segnale di cambio rotta. Icardi è tornato ad essere incisivo e la squadra lo supporta. Continuano ad esserci momenti di buio, dopo la prima cosa negativa che accade in campo ( vedi dopo gol di Eriksen ed autogol di Skriniar, ndr. ), ma l’importante è che la squadra sembra sapersi rialzare e colpire. L’essere riusciti a vincere l’ultimo match in trasferta permettendo a molti titolari di riposare ed i molti giocatori già andati in gol, segnano un’ evoluzione a livello mentale per la  squadra. Spalletti ha tra le mani una creatura multiforme e non più dipendente da Icardi. Per la Roma, invece, la malattia sembrava essere più grave e ancora non si può definire curata con certezza. Di Francesco, dopo aver regalato i primi tre punti ed i primi gol al Bologna, è andato molto vicino all’esonero. Il supporto dei senatori gli ha dato fiducia per toccare le corde giuste, il poter sperimentare un modulo nella partita facile sulla carta contro il Frosinone gli ha suggerito una carta tattica valida e l’aver stravinto il derby ha dato entusiasmo a tutto l’ambiente. Ora, però, deve dimostrare che la Roma è pronta anche per l’Europa. Contro il Viktoria sarà un’altra prova impegnativa dato che non avrà a disposizione nè De Rossi, ai box per una cisti al ginocchio, nè Pastore, fuori per il problema al polpaccio che lo aveva costretto ad uscire nel primo tempo del derby, e Kolarov giocherà, come contro la Lazio, con una frattura al piede.
Considerando che Real e Barcellona, le teste di serie del girone, stanno rallentando in campionato mostrando delle difficoltà, sia Roma che Inter possono sognare in grande. Chissà che il terzo e quarto turno per la squadra di Milano non riservino vittorie a sorpresa.

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Napoli, il gioco non basta – Dalla prima partita di Champions si erano iniziati a vedere i primi segnali forti della guida di Ancelotti. Il non essere riusciti a portare a casa i tre punti nell’unica partita facile per il Napoli in un girone di ferro era stato però un grande smacco in chiave passaggio del girone. Dopo quella partita, però, contro il Torino ed il Parma erano arrivati 6 gol ed il bel gioco. Il modulo a due punte sembrava poter sostituire definitivamente il gioco di Sarri, ma la gara di sabato alla Stadium ha riportato in mente ai tifosi napoletani l’incubo del bel gioco senza vittorie importanti. Il Napoli ha iniziato subito forte, dando la sensazione di poter dominare quella partita e incoronare Ancelotti come l’allenatore che avrebbe riportato il Napoli a vincere le partite decisive. L’illusione però si è spenta con il gol di Mandzukic e la squadra partenopea che ha iniziato ad esprimere gioco a sprazzi, lasciando il dominio alla Juventus. L’ultima partita ha portato segnali preoccupanti per la squadra di Ancelotti, che dovrà competere con la prima di Francia e la seconda in Premier, reduce dal pareggio con la prima inglese. Il bel gioco è arrivato, ma per vedere se le speranze di passare il girone sono aumentate o ridotte bisognerà attendere la gara con il Liverpool.

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Juventus, l’infermabile – Otto successi in otto gare, di cui l’unico in Champions arrivato senza il fenomeno portoghese. La Juventus ha grandissime possibilità di spazzare via le dirette concorrenti per il primato del girone. Valencia e Young Boys non hanno a disposizione una squadra così preparata per mettere in difficoltà Allegri, Mourinho non riesce più a governare lo United e per ora neanche il Manchester fa paura. La Juventus potrebbe perdere il primo posto solo con un suicidio personale.

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