Claudio Gavillucci dalla Serie A alle giovanili del Lazio, la strana storia dell’arbitro di Latina

Pubblicato il autore: Rosario Becchina Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Il calcio, si sa, è uno sport che riserva sorprese: nonostante questo, o forse proprio per questo, è lo sport più amato dagli Italiani. Di calciatori che, dopo un periodo a livelli molti alti, sono caduti in disgrazia ne avevamo sentito parlare;  così come di giocatori alla fine della carriera che, dopo aver giocato nelle squadre più blasonatte e titolate del mondo, si rifanno un nome tra i dilettanti. Ma la storia che si prospetta ai nostri occhi ha dell’incredibile: a memoria di sportivo non era mai accaduto che ad essere retrocessa non fosse una squadra, ma un direttore di gara e anche le motivazioni, come vedremo, lasciano alquanto sbigottiti e confusi, al punto di dubitare delle motivazioni di tale decisione.
Lui si chiama Claudio Gavillucci e come tutti i direttori di gara ha cominciato giovanissimo. Dopo una serrata gavetta ha conseguito il patentino per l’abilitazione all’esercizio del mestiere di arbitro  e si è iscritto alla sezione AIA di Latina.

Leggi anche:  Dani Alves, stoccata alla Juventus: "Via perché hanno mentito"

Pochi problemi o contestazioni durante le partite da lui arbitrati: da quando esiste il VAR l’ha utilizzato pochissime volte. Poche lamentele da parte di giocatori, allenatori e digerenti: a conti fatti Claudio Gavillucci era, fino alla scorsa stagione, un arbitro giovane, con buone prospettive e buoni margini di crescita.
Un gesto, in particolare, l’ha messo ( in modo assolutamente positivo ) agli occhi dell’opinionismo calcistico e della stampa sportiva del Bel Paese, un gesto che gli ha procurato l’affetto di tutti i sinceri sportivi: è il 13 Maggio 2018 e allo Stadio Marassi di Genova si gioca l’incontro tra la Sampdoria e il Napoli. Improvvisamente i tifosi blucerchiati iniziano ad insultare, in modo veramente assai poco sportivo, i tifosi partenopei: Gavillucci capisce tutto e implacabile sospende la partita, poichè a suo avviso non sussistono le condizioni minime di serena e armonica fruizione di un evento sportivo dal carattere prettamente ricreativo come è ( o per lo mmeno dovrebbe essere ) una partita di calcio. Un direttore di gara che agisce in pieno recupero di quello spirito Decoubertiano che già contraddistinse i primi athlètes e theodophòroi Grecia, o gli ephèbes durante le Feste in onore di Apollo Hyperio.

Leggi anche:  Ziliani, altro attacco a Cristiano Ronaldo: "Prima ha fatto licenziare Allegri, poi con Sarri e Pirlo..."

Ma, inspiegabilmente, alla fine della scorsa stagione arriva per questo giovane alfiere della sportività, una doccia fredda, una notizia che lo lascia semplicemente sbigottito e assolutamente impreparato ad un qualsivoglia tipo anche di minima reazione: viene escluso dalla Federazione per un presunto problema di natura tecnico-tattica, una motivazione ancora oggi non soddisfacente

  •   
  •  
  •  
  •