Josè Mourinho e la conferenza stampa di 3 minuti: “Esonero dal Manchester United ? Lo accetto”

Pubblicato il autore: fabricondo Segui

Mourinho – Foto Getty Images© per SuperNews

Non è più tempo di “Zero tituli“. Ora Josè Mourinho rinfodera la spada e accetta anche “l’esonero” dal Manchester United. Ieri una requisitoria di 7 minuti, oggi una debole arringa di  3 minuti e 32 secondi. A casa Inter giornalisti che pendevano dalle sue labbra, al centro sportivo dei Red Devils cronisti imbufaliti per la convocazione alle 8 del mattino, con sei domande e risposte scarne: appena 262 parole è la conta del Daily Mail. Lo Special One non abita più qui.

Forse Mou sente odore di bruciato, teme di avere i giorni contati, se non le ore. Domani il Newcastle del “nemico” Benitez potrebbe far calare il sipario sulla sua avventura ad Old Trafford, dove in questo campionato il Manchester non ha mai vinto: tre pareggi in altrettante gare. Il Teatro dei Sogni, insomma, rischia di trasformarsi in un posto da incubo. Il Profeta di Setubal è consapevole che il momento non è delicato, di più, che forse quella con il Newcastle è una sfida senza domani. E alla domanda inevitabile, ecco la risposta, telegrafica, inequivocabile: “Esonero in caso di mancata vittoria? Lo accetto”. Poi si alza e se ne va. E buona colazione a tutti, considerando l’orario.

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Il resto della conferenza stampa – ma sarebbe meglio dire le altre cinque domande – era stato insipido, piatto, non da Mou. Più o meno come l’andamento dello United in questo avvio di stagione tribolato, fra risultati deludenti e polemiche, su tutte quella con Pogba, con Mino Raiola dietro le quinte. Due battute sugli infortunati e un muro sulle ragioni che hanno determinato la crisi della squadra: “Sono diverse. Posso dirvele? No”. Un successo domani rinfrancherebbe l’ambiente e il tecnico e potrebbe rappresentare la svolta. Mourinho, però, si limita ad elencare il magro bottino rimediato fra le mura amiche: “Niente vittorie casalinghe. Tre partite e tre pareggi, non abbiamo assaggiato la sconfitta ma neanche assaporato la vittoria”. Un bilancio da ragioniere, nessuna voglia di caricare una tifoseria depressa e che sembra avergli voltato le spalle. Preferisce tacere e far parlare il campo: dei proclami napoleonici, stile Chelsea e Inter, o dei “Porque?” di madrilena memoria nemmemo una traccia.

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Diciamolo: i suoi detrattori non vedono l’ora che sull’impero di Mou tramonti definitivamente il sole. Lo hanno sempre ritenuto un”sopravvalutato chiacchierone”, capace solo di farsi comprare i giocatori più forti: “Facile vincere così”. Niente gioco, difesa, contropiede, provocazioni e tanta fortuna. “La fortuna aiuta gli audaci” ribattono i suoi fans, specie chi sotto il suo comando ha raggiunto vette mai toccate prima. Andatelo a chiedere a quelli del Porto, che con lui hanno conquistato due campionati, una Coppa Uefa e una Champions League. O a quelli del Chelsea, che con Mourinho hanno rivisto il titolo in Premier dopo 50 anni, bissato nella stagione successiva. E non toccate Mou agli interisti, per i quali fa rima con Triplete e Coppa dei Campioni rivinta, tra le lacrime, dopo 45 anni. Altro che “Pirla“, memorabile passaggio della sua conferenza d’esordio ad Appiano. Chissà che la stella di Mou non abbia cominciato ad offuscarsi a Madrid, la stessa notte del trionfo nerazzurro in Europa. Quella fuga nella macchina di Florentino Perez chiudeva il suo biennio a Milano e apriva l’avventura al Real. Una Liga, i duelli col Barcellona stellare di Guardiola e qualche coppa, ma non quella dalle Grandi Orecchie, che per i Blancos è un dogma. Torna per la seconda volta a Stamford Bridge, portando un’altra Premier a casa. La magia, però, svanisce il terzo anno. Rescissione del contratto e nuovo capitolo. E’ tempo di Manchester United.

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Primo anno discreto, con tre successi, fra cui spicca la prima Europa League nella storia dei Red Devils. Buio totale nella passata stagione, con “zero tituli”. Ora il suo destino appare legato ad un filo, anche se è difficile pensare ad un Mourinho che si arrende senza combattere. Special One, se ci sei batti un colpo. “Il rumore dei nemici” si sente eccome…

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