Miralem Pjanic: “Il Napoli gioca bene, ma perde solo tempo. Crediamo che la Juve possa vincere la Champions”

Pubblicato il autore: Gabriele Ripandelli Segui

Foto originale Getty Images © selezionata da SuperNews

Miralem Pjanic si è raccontato a 360 gradi in una lunga intervista al Guardian. Ha parlato di ciò che hanno fatto i suoi genitori per andare via dal paese e delle condizione attuale della sua famiglia, del suo trascorso alla Juventus e della sua visione di gioco.

Balzano subito all’occhio le parole al veleno per il Napoli: “Quando giochi bene e non vinci alla fine ti stanchi. Hai perso qualcosa. Hai perso tempo“.  Precisa che la sua formula per non perdere tempo è quello di avere un trofeo da riportare e festeggiare, non una missione facilissima contro una Juventus di queste dimensioni, ma a cui lui ormai da vari anni in bianconero si è abituato : “Un titolo, un trofeo, festeggiare con la squadra, fare felici i propri tifosi sono la ricompensa per tutto il duro lavoro che hai svolto. Sono qualcosa che ti rimane“. Dietro però alla critica al recente passato della rivale principale della Juventus in Italia negli ultimi anni si nascondono molti complimenti: “Mi piace vedere le squadre che giocano bene, palla a terra, palla al piede, giocano bene come collettivo. Il Napoli negli ultimi anni ha giocato un bel calcio“.

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Sulla Juventus spende poche parole, ma chiare e precise che ricalcano il solito motivetto degli uomini che ruotano intorno al pianeta bianconero: “Il nostro obiettivo  è arrivare fino in fondo per vincere tutto. Abbiamo molta qualità e crediamo nel gruppo“. Il bosniaco lascia pensare che questo potrebbe essere anche l’anno buono per la Champions: “La Champions League è sempre stata importante per la Juventus. Bisogna pensare però step per step ed adesso il nostro obiettivo primario è finire in testa il girone“. Inoltre sulla nuova arma della Juventus afferma: “Se guardi Ronaldo quando era a Manchester e dopo quando è diventato il miglior giocatore al mondo, puoi notare come il suo gioco sia cambiato. È diventato più concreto“.

Si sofferma anche a commentare il suo stile di gioco: “Non sono uno che può fare dieci doppi passi o colpi di tacco , non mi interessano. Sono più affascinato dalla semplicità di gioco, perché è ciò che rende questo sport così bello. Le cose sono più semplici spesso sono anche le più difficili. Non tutti riescono a farle“. Pjanic poi si sofferma su chi possono essere considerati i suoi maestri: “Ho avuto la fortuna di veder da vicino giocatori come Zidane, Xavi, Iniesta e Pirlo. Tutti rendono le cose semplici per la propria squadra. Permettono che tutta la squadra giochi bene con piccole cose che spesso non vengono notate. Riflettono su ciò che sta accadendo e agiscono per rendere la vita  più facile ai compagni che li circondano“. Inoltre, un giocatore reputato un maestro delle punizioni come Pjanic ed attualmente sacrificato per lasciarle calciare a Ronaldo, non poteva non commentare il suo ex compagno  Juninho Pernambucano, considerato da molti il miglior tiratore di punizioni di sempre: “Onestamente, la differenza tra Juninho e gli altri giocatori non è che lui sapeva calciare la “maledetta”, ma che quando Juninho lo faceva la palla di solito finiva in rete. Questo è perché è il numero 1 nel calciare le punizioni: perché era concreto. Le sue punizioni diventavano gol o assist“.

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Il link per l’intervista completa del Guardian

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