Pavoletti re dei bomber europei per i gol di testa. Il cagliaritano meglio di Kane e Lukaku

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Cagliari – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Quando si parla di giocatori sottovalutati, nella nostra Serie A vengono subito alla mente calciatori che fanno il lavoro oscuro nel cuore del campo, senza mai salire alla ribalta se non per un paio di gol segnati in tutto l’arco della stagione. Invece, in alcuni casi, anche chi ha nel sangue l’istinto del bomber rischia di essere quantomeno trascurato o poco considerato da parte dell’opinione pubblica.
Un esempio attuale risponde al nome di Leonardo Pavoletti, cannoniere di razza, che sta guidando il Cagliari di Rolando Maran a un campionato di alto profilo. Grazie alle reti dell’attaccante livornese, la squadra sarda ha guadagnato, per ora, un rassicurante +7 sulla zona retrocessione.

Pavoletti è la classica prima punta che sfrutta la sua fisicità per imporsi sulle palle alte e per permettere ai suoi compagni di salire. Attaccanti di questo tipo sono stati a rischio estinzione nell’epoca del guardiolismo più integralista, reo di aver influenzato anche quegli allenatori che hanno sempre avuto nel centravanti-boa il loro intoccabile credo tattico.
Passato di moda il fantastico tiki-taka messo in mostra negli anni da Pep Guardiola nel Barcellona invincibile di Messi, Xavi e Iniesta, si sta verificando un ritorno agli attaccanti che devono rappresentare un riferimento offensivo costante per la propria squadra. L’esempio tangibile è portato anche dal nuovo Napoli di Carlo Ancelotti. Finora, il tecnico di Reggiolo ha spesso dimostrato di preferire una punta fisica come Milik rispetto al falso nueve derivante dal sarrismo e incarnato dal funambolo belga Dries “Ciro” Mertens.
Anche il neo ct della Nazionale italiana Roberto Mancini sta cercando, in tutti i modi, una prima punta che possa interpretare al meglio il ruolo di apriscatole nelle difese avversarie e con qualità spiccate nel colpo di testa per favorire gli inserimenti delle tante ali offensive a disposizione degli Azzurri. Viste le non perfette condizioni di Immobile e di Belotti e l’involuzione mostrata dal Balotelli degli ultimi anni, sia in amichevole che nella successiva partita di Nations League Mancini ha preferito puntare su un tridente rapido e leggero formato da Bernardeschi, Chiesa ed Insigne.

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Ora, però, sembra esserci la possibilità di riproporre finalmente una punta centrale vera. Leo Pavoletti sta stupendo gli addetti ai lavori e non per la costanza delle sue prestazioni offerte fino a ieri, quando il bomber cagliaritano ha messo a referto l’ennesimo gol di testa della sua carriera contro il malcapitato Chievo. Oltre a raggiungere quota 40 reti in Serie A, “Pavoloso”, come viene affettuosamente chiamato dai suoi fan della Sardegna Arena, ha timbrato il record di 19 gol di testa, diventando il primo, a pari merito con Icardi, in questa speciale classifica che considera solo i giocatori in attività. Sul piano europeo, Pavoletti può vantarsi addirittura di aver messo a segno fin qui più gol di testa rispetto a gente come Romelu Lukaku ed Harry Kane, maestri della “zuccata vincente”. Se si considera anche la Coppa Italia, Leo Pavoletti ha preso l’ascensore già cinque volte nella stagione in corso, issandosi sul gradino più alto del podio per quanto riguarda i 5 maggiori campionati europei.

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E pensare che il Napoli di Sarri non gli ha mai concesso il giusto spazio, preferendo sempre il tascabile Mertens nel ruolo di guastatore delle difese avversarie. Forse adesso, sotto il Vesuvio, ci sarà qualcuno che si starà mangiando le mani per aver ceduto a cuor leggero, in modo quasi superficiale, un centravanti di peso come Pavoletti.
Nel momento d’oro del leader del Cagliari, c’è da registrare anche la possibilità di un suo ritorno in Nazionale, a distanza di due anni dalla sua ultima convocazione agli ordini dell’allora ct Conte. Già tra settembre ed ottobre, per chi ricorda, Pavoletti ha fatto capire di esserci rimasto male per la mancata chiamata di Roberto Mancini, ma adesso la chiamata del “Pavoloso” in Azzurro sembra essere veramente vicina, consentendo al ct di sperimentare nuove variabili tattiche per le gare di novembre.

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