Roma-Lazio: come una sostituzione può cambiare il destino di una partita

Pubblicato il autore: Martina Pota Segui

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

E così Lorenzo Pellegrini regalò il derby ai suoi tifosi. Una frase che sembra quasi una di quelle utilizzate alla fine di un racconto per indicare un lieto fine, e proprio per questo mi sembrava giusto utilizzarla per raccontare la partita di Lo. Pellegrini: un giovane romano e romanista classe ’96 che per decisione del mister Di Francesco si è trovato a sedere in panchina in una partita così importante ma che, (per fortuna o purtroppo, dipende dal punto di vista) è stato chiamato a sostituire Javier Pastore infortunatosi durante il primo tempo.

A distanza di due giorni dal successo dei giallorossi contro i cugini laziali, ancora si parla della buona prestazione della squadra, ma soprattutto sono in molti a sottolineare come il numero 7 della Roma sia stato incisivo nel match. La squadra di Eusebio Di Francesco sicuramente non ha avuto un inizio di campionato semplice, e non per via del calendario, che anzi è stato piuttosto buono, ma per via delle prestazioni degli undici che di volta in volta si sono trovati a dover scendere in campo.

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Sin dall’inizio del campionato, più precisamente da Milan-Roma del 31 Agosto, la Roma sembrava essere entrata in un tunnel buio senza via d’uscita: in quattro partite (tra campionato e Champions League) nessuna vittoria, parte destra della classifica e numeri pessimi. Già si parlava di esonero per l’allenatore e di giocatori che remavano contro lo stesso, con una lista di possibili sostituti già pronta, e di responsabili di quelle brutte giocate; soprattutto l’ultima sconfitta, quella con il Bologna per 2 a 0, aveva pesato molto sull’umore di tifosi, giocatori, allenatore e società, tanto che il presidente James Pallotta ad un portale inglese si era detto addirittura disgustato dalla sua squadra.

La partita contro la Lazio non era semplice, infatti già dall’inizio le due squadre sembravano in difficoltà ad arrivare in porta, anche se da entrambe le parti nei primi minuti qualche guizzo si era visto.
Ad aiutare El Shaarawy e Florenzi dietro ad Edin Dzeko, DiFra aveva preferito Pastore, reduce da buone prestazioni, a Pellegrini, che invece non veniva da una buona partenza di campionato.
Si sa che per un romanista il derby non è una partita come un’altra e partire dalla panchina non è mai bello, ma Lorenzo Pellegrini si è seduto speranzoso in una successiva sostituzione per prendere parte al gioco, e così è stato.

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Dal momento in cui ha messo piede in campo, ha trascinato la sua squadra alla vittoria dominando il derby. Con un magnifico colpo di tacco (ormai è un vizio in casa giallorossa) che non ha niente da invidiare a quelli di Pastore, sullo 0-0, ha portato in vantaggio i giallorossi firmando l’1-0; si è procurato il calcio di punizione che Kolarav ha piazzato in porta portando i lupi sul 2-1; ha servito l’assist sulla testa di Fazio che ha chiuso la partita per 3-1.

Giornata indimenticabile per Pellegrini che forse aveva bisogno di trovare una prestazione sontuosa come quella di sabato per risollevare prima di tutto il suo di morale che forse aveva tolto un po’ di certezza. Criticato da molti per le ultime prestazioni, sì, ma era impensabile che dopo un’ottima annata come quella dell’anno passato il ragazzo avesse perso tutte le sue buone qualità, e ovviamente Eusebio questo lo sapeva perchè lui il numero 7 se lo porta da qualche anno, dal Sassuolo.

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Felice della sua prestazione, ai microfoni di Roma Radio, ha dichiarato di aver dormito pochissimo la notte dopo la partita per via dell’euforia: “E’ fantastico, era il mio esordio nel derby, e ancora di più vincerlo segnando e facendo una gran partita, in un momento in cui ci serviva vincere“. Un esordio nel derby arrivato un po’ “frettolosamente”: “Sembrava che Pastore dovesse bere, non sembrava dolorante, poi mi hanno detto vatti a scaldare così ho fatto un allungo e mi hanno richiamato“.

 

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