Pallone d’Oro 2018, la fine di un’era?

Pubblicato il autore: allecarpi Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Dal 1956 ad oggi non era mai successo nella storia del Calcio che per dieci anni consecutivi il Pallone d’oro venisse assegnato solo a due giocatori, in questa edizione siamo di fronte all’inizio di una nuova era? Forse si, e stiamo anche assistendo alla fine di quella targata CR7 e Leo Messi? Sicuramente no.

Dopo il predominio firmato Ronaldo e Messi, i tre finalisti a contendersi il premio sembrano essere il difensore centrale francese Varane, il suo compagno al Real Madrid Luka Modric, e l’altro campione del mondo e giovanissimo Kylian Mbappe e chi dei tre lo vincerà lo scopriremo a dicembre, la cosa certa è che sono rimasti tutti un po’ scioccati dall’assenza del portoghese (capocannoniere in Champions League la passata edizione) e Griezmann (fondamentale al mondiale con la Francia) ed è merito della grande stagione, estiva soprattutto, dei tre finalisti.
Il Pallone d’oro viene assegnato dal voto dei giornalisti di France Football che devono tenere conto di quattro elementi più o meno soggettivi:
– prestazioni individuali e di squadra (trofei)
– la classe (talento e fair play)
– carriera
– personalità e carisma
Una votazione collettiva di specifici giornalisti non potrà mai essere oggettiva ed è normale che sia così, moltissimi giocatori in passato avrebbero meritato il premio ed invece hanno finito la carriera senza, il punto dei quattro maggiormente preso in considerazione è sicuramente il primo, giusto o meno che sia.

Modric — vanta una Champions da protagonista in mediana a giostrare le geometrie dei blancos, ed un mondiale storico anche se non vinto, segnando 2 gol e 1 assist ma fornendo sempre prestazioni che vanno aldilà dei numeri, con una calma e una leadership da veri fenomeni, quale lui è; forse se dovesse basarsi equamente sulle quattro categorie il croato sembrerebbe quello più meritevole.
Varane — dei tre si può definire il più vincente, Coppa del Mondo e Champions League non sono cose da tutti, soprattutto se le vinci da titolare e sei un classe 1993, in un ruolo difficile dove ormai scarseggiano i difensori centrali di livello che abbinino classe e sostanza come Raphael Varane.
Kylian Mbappe — se si parla di talento e giovinezza non è quasi secondo e nessuno (20 dicembre 1998), un mondiale da super protagonista, con 4 gol e delle azioni veramente devastanti combinando velocità, potenza e tecnica, un futuro davvero roseo il suo, ma lui pensa già al presente e non è detto che il nuovo beniamino francese non possa vincere il Pallone d’oro già il mese prossimo.

Era dal lontano 2007 che non si vedeva un altro nome in cima alla classifica oltre a quelli di Messi e Ronaldo, ad aggiudicarsi il premio fu Kakà, il Milan vinceva la Champions League ed era appena uscito il primo Iphone della storia, dieci anni che sembrano come un secolo fa.
Il numero 10 blaugrana e il 7 bianconero non hanno certamente finito di scrivere pagine di storia del calcio e dello sport in generale, la loro era finirà quando appenderanno le scarpe al chiodo, rimanendo immortali perché anche fra cento Iphone (circa cento anni) si parlerà di loro, godiamoceli finché possiamo; fa un po’ più scalpore l’assenza di Griezmann vincitore di un Europa League e che nell’ultima edizione del mondiale è stato decisivo con gol e assist ed una presenza sempre costante anche come leader, tecnico ed emotivo.
La battaglia tra i finalisti comunque appare molto equilibrata vedremo chi sarà a prevalere.

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