Davide Nicola alla guida degli allenatori antibig: come le piccole hanno fermato le grandi

Pubblicato il autore: Gabriele Ripandelli Segui

Davide Nicola – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Sicuramente saranno solo coincidenze, ma di quelle in grado di far sorridere e gioire i tifosi e gli addetti a lavori. Forse qualcosa di magico ci si può anche vedere, ma in realtà può essere anche  solo una semplice battuta di arresto in un lungo percorso che, anche per questioni fisiologiche, non può vedere solo vittorie. Rimane comunque l’aver fatto terminare la gara a Juventus, Roma e Napoli, rigorosamente in ordine cronologico, senza i tre punti da portare a casa. Sono tre casi diversi ed ognuno con numeri importanti, i risultati positivi conseguiti da, rispettivamente, Genoa, Udinese e Chievo Verona.

Non si tratta di allenatori in grado di fare miracoli che sostituiscono finti allenatori, ma il cambio in panchina effettuato dai presidenti ha portato i suoi frutti almeno per una partita. Un cambiamento porta sempre nuove energie ed alcune decisioni su chi mandare in campo possono aver fatto la differenza, ma si parla comunque prima e dopo di allenatori competenti. L’unica differenza è che i primi hanno già fallito, mentre i secondi possono ancora cercare di diventare gli eroi salvezza. Incominciare subito alla grande fa ben sperare per il proseguire della stagione. Riuscire a non perderee con le big, poi, rende possibile ritrovare momentaneamente la serenità e lavorare con molto più entusiasmo. Occhio però ad esaltare già l’ allenatore come eroe della piazza, il campionato è ancora lungo e bisognerà rispettare le aspettative stagionali.

Stop alla Juve schiacciasassi- Juric torna in panchina al posto di Ballardini, che aveva alternato buone vittorie con schiaccianti sconfitte. Il principale motivo della decisione di Preziosi sono diversi punti di vista su alcune questioni, fatto sta che Juric si ritrova a dover esordire in una delle partite più difficili della stagione. In casa di una Juventus, fin a quel momento, inarrestabile che cerca la nona vittoria consecutiva. Può gioire però di un Piatek, capocannoniere del campionato e sempre in gol fino a quel momento. Rispetto al suo predecessore non cambia modulo: 3-4-1-2. Mette al centro della difesa Romero al posto di Spolli, in mezzo al campo schiera Romulo invece di Hiljemark e riaffida la trequarti a Bessa. Proprio questa è stata la scelta vincente del match per recuperare la gara ed essere i primi a fermare la Juventus in campionato. Dopo un disastro difensivo che ha portato al gol facile di Ronaldo, è proprio Bessa su cross dalla destra di Kouamé, superando un immobile Bonucci, a segnare un gol che  per i genoani a Torino mancava dal 2013. Dopo quella partita però 2 pareggi e tre sconfitte contro Milan, Inter e Napoli. La partita contro i nerazzuri è stata schiacciante, ma nelle ultime partite si è visto che qualcosa può ancora arrivare. Juric è l’eroe in panchina di Torino, colui che stava per riaprire il campionato, ma non ancora quello del Genoa, attualmente a solo +4 dalla retrocessione.

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Roma altalenante, De Paul ne approfitta-  L’Udinese con solo 2 vittorie e 7 sconfitte in 12 partite, in chiara crisi di risultati decide di cambiare allenatore. Del resto se quelle con Milan, Napoli, Juventus e Lazio possono essere comprese, con Empoli, Bologna e Fiorentina si poteva provare a fare di più. Nicola riabbassa Larsen per formare la difesa a 3 con Troost-Ekong e Nuytinck, ha alzato Mandragora da pozione di mediano a mezzala, per formare il centrocampo insieme a Behrami, Fofana, Ter Avest , ha alzato sulla corsia di sinistra Samir e ha avanzato De Paul in attacco, al posto di Lasagna, in coppia assieme a Pussetto. Bastano poche occasioni per portare a casa la gara: il gol vittoria nato da rimessa laterale nella combinazione proprio tra Pussetto e De Paul, alcune ripartenze sprecate per il raddoppio e il gol annullato a Pussetto per aver controllato il pallone con un braccio. L’udinese, che nelle ultime sette partite aveva ottenuto solo un punto, ritrova il gol in casa dopo tre partite senza segnare nella mura amiche, e con un De Paul, che con 6 gol e 3 assist è decisivo nel 75% dei gol della squadra(12). Purtroppo per il nuovo allenatore, il cammino è ancora lungo : la squadra è sedicesima, con solo un punto in più rispetto alla zona rossa. Intanto ha segnato il primo tassello per essere l’eroe di Udine.

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Insolito Napoli a secco- Il Napoli era da un anno, esattamente 17 partite interne, che non rimaneva senza segnare al San Paolo. Stranamente ci ha dovuto pensare il nuovo Chievo Verona di Di Carlo, che ha assunto vesti del vecchio Chievo di settembre 2014 che non aveva incassato reti dal Napoli al San Paolo. Ok i pali, ok un Sorrentino in grande forma e ok un Napoli che doveva fare di più. Però vanno anche riconosciuti i meriti di un allenatore che ha iniziato un percorso in una squadra in mezzo ad una bufera: una stagione iniziata con la penalità di tre punti, un Chievo in grado di non perdere solo 3 partite su 12, un allenatore dimesso dopo tre partite e Pelliser, uno dei giocatori storici, protagonista di uno sfogo social per descrivere la situazione attuale della sua squadra. Per questo il primo punto in campionato conta più di qualsiasi altro cambiamento. Di Carlo è ripartito dall’esperienza e dall’amore per la maglia componendo un attacco quasi al debutto per questa stagione, con Pellissier e Meggiorini rispettivamente alla seconda e terza da titolari. Altro cambio rispetto a Ventura è stato il ritorno alla difesa a 4: Barba, Rossettini, Bani, De Paoli. Il centrocampo a rombo ha visto Radovanovic sempre in mediana, Birsa nella trequarti, Obi a sinistra ed Hetemaj a destra. Per Di Carlo si prospetta la sfida più difficile del campionato: salvare un Chievo già a meno 11 dalla quartultima. Intanto però  ha portato il primo punto in positivo.

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Gli altri esoneri- Gli unici altri due cambi in panchina del campionato sono per ora speculari. Da una parte Ventura, sempre sponda Chievo Verona, ha preso la decisione di dimettersi dopo 1 pareggio e 3 sconfitte in 4 partite, con 4 gol fatti e  11 subiti. Dall’altra Beppe Iachini ha cominciato benissimo sulla panchina dell’Empoli, concretizzando il lavoro svolto in precedenza da Andreazzoli e trovando due vittorie in due partite contro Atalanta ed Udinese.

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