Inter, Skriniar dall’esaltazione post Barcellona all’incubo Atalanta: settimana dai due volti per lo slovacco

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui
MILAN, ITALY - DECEMBER 03: Milan Skriniar of FC Internazionale Milano in action during the Serie A match between FC Internazionale and AC Chievo Verona at Stadio Giuseppe Meazza on December 3, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Milan Skriniar – Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Giornata da incubo quella di ieri per il difensore nerazzurro Skriniar, che dopo aver letteralmente murato martedì sera gli attacchi del Barcellona nella persona di Suarez e Coutinho, si è dovuto arrendere alla più modesta, si fa per dire, Atalanta, che è stata in grado di colpire l’Inter nel suo punto debole, ovvero la fisicità che ieri è andata a mancare, complice il calo di tensione dell’intera squadra dopo l’impresa di San Siro, e complice lo stato di forma non ottimale dei nerazzurri che nulla hanno potuto contro il velocissimo 3-4-3 allestito da Gasperini, tecnico di tutto rispetto che riesce nelle sue squadre (Inter esclusa) a esprimere un calcio di altissimo livello.

Gomez, ma anche Mancini e l’esterno sinistro orobico De Roon hanno letteralmente seminato il panico nella fragile difesa dell’Inter, che presentava, come contro il Barcellona, Skriniar come difensore centrale e Asamoah come terzino sinistro, ma a destra D’Ambrosio, in luogo di Vrsaljko e Miranda al posto di De Vreij, due calciatori che hanno sofferto tantissimo la velocità atalantina e che sicuramente non erano adatti a questo tipo di incontro. Se a tutto ciò si aggiunge poi l’inconsistenza dei due centrocampisti che dovevano aiutare Brozovic, ovvero Vecino e Gagliardini, è facile capire come la colpa di tutto non necessariamente debba essere imputata a Skriniar, che ha fatto del suo ma non è onnipotente.

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La disfatta interista, diagnotiscabile vista la rapidità e la brillantezza dell’Atalanta e la stanchezza fisica e mentale dei nerazzurri, va sicuramente rintracciata nella formazione messa in campo da Luciano Spalletti, che invece di un 4-3-3 classico o quasi, che si era potuto vedere contro Lazio e Genoa, ha schiarato un specie di 4-5-1, con Politano e Perisic esterni di centrocampo offensivi, che non hanno quasi mai aiutato i terzini a difendere, e un Icardi talmente tanto isolato che se non fosse stato per il rigore non avrebbe toccato palla.

A centrocampo sono mancati portatori di palla come potevano essere Borja Valero e Joao Mario, ideali per recuperare e rallentare il gioco, al contrario degli incontristi Vecino e Gagliardini, sicuramente migliori negli inserimenti ma mediocri nella fase di possesso palla e di creazione del gioco, il tutto condito dall’assenza di un difensore veloce, come De Vreij e di un terzino destro che poteva essere tranquillamente Vrsaljko, ma così non è stato.

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