Wojciech Szczęsny e il post Manchester United, sul portiere pesano i giudizi di Scholes e Hargreaves

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Wojciech Szczesny – Foto originale Getty Images © selezionata da SuperNews

Una sconfitta dopo una prima parte di stagione da imbattuta assoluta può essere, a volte, sufficiente per scalfire alcune delle certezze accumulate fin lì da una squadra pur superiore rispetto al resto della compagnia. Se si parla di Juventus, però, il discorso potrebbe non trovare molti riscontri, considerato che, dopo le rare disfatte subite, i bianconeri hanno trovato ancor più forza per reagire e dimostrare a tutti perché sia il club più vincente in Italia e il più competitivo, negli ultimi anni, sul palcoscenico europeo.

Un piccolo incidente di percorso come quello successo due sere fa nella notte stregata di Champions League allo Juventus Stadium può dare il la ad una scia di critiche spesso faziose e senza senso. Quello che si può rimproverare alla Vecchia Signora nella clamorosa débâcle contro il Manchester United è la poca lucidità e cattiveria sotto porta inammissibili nel calcio odierno, soprattutto se giochi contro una squadra di Mourinho che fa del cinismo la sua arma più pericolosa. Fatto sta che è bastato il fumineo 1-2 del Manchester United per trovare il nome e cognome del capro espiatorio della sconfitta bianconera: Wojciech Szczesny.

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L’errore del portiere polacco sul secondo gol dei Red Devils può legittimamente essere sottolineato e messo sotto la lente di ingrandimento, ma, l’aspetto curioso sta nel fatto che la critica arriva da due ex figliocci di sir Alex Ferguson, Paul Scholes e Owen Hargreaves. Il primo, in particolare, negli ultimi tempi sta mettendo in mostra tutta la sua presunta sapienza calcistica dalla posizione di semplice commentatore esterno, viste le sue esperienze infelici vissute finora su alcune panchine. Dopo le accuse rivolte contro Mourinho per la mancanza di gioco del Manchester United, Paul Scholes non perde l’occasione per fare un appunto negativo anche alla prestazione del portiere juventino: “Penso che nell’occasione del secondo gol dovesse uscire. Ha sbagliato e la Juve ha perso. Secondo me è il vero anello debole della squadra. Ne ho visti tanti di errori così quando era all’Arsenal”. Gli fa eco Owen Hargreaves, visto anche lui per alcune stagioni da giocatore all’Old Trafford e, prima ancora, al Bayern Monaco: “La Juventus sarebbe pronta a conquistare la Coppa, ma quante squadre hanno vinto la Champions League senza un portiere di livello mondiale?

I due scudieri del mitico Ferguson non hanno avuto remore nell’attaccare, in modo forse troppo severo, Szczesny, quando il nuovo titolare della Juventus è stato protagonista in positivo del salvataggio miracoloso su Marcus Rashford, che ha evitato il 3-1 in favore della squadra di Mourinho, una punizione esagerata per una Juventus dominante per almeno 80 minuti. Inoltre, tornando alle parole di Hargreaves, basti pensare a Keylor Navas, il portiere costaricano sempre titolare del Real Madrid durante le 3 Champions consecutive vinte con Zidane al timone. Il portiere merengue, che solo quest’anno ha perso i gradi di titolare in favore del più quotato Courtois, è un esempio lampante di come non ci sia sempre bisogno di un top mondiale in porta per vincere trofei importanti. Tra l’altro, i due gol subiti contro il Manchester United sono i primi presi in Champions League da Szczesny e da una Juventus che ha dettato legge finora nel suo girone.
A questo punto, saranno in molti a spingere Max Allegri verso il passaggio di consegne nei guantoni di Mattia Perin, ma siamo sicuri che il tecnico livornese non si farà influenzare più di tanto dall’opinione pubblica e penserà innanzitutto a tutelare il portiere polacco dal linciaggio mediatico che, anche un pò ingiustamente, sta subendo. Szczesny merita più tempo a disposizione per mostrare le sue qualità perché non è da tutti resistere alle pressioni che gravitano intorno a una società così importante e, inoltre, non è per nulla facile prendere in mano l’eredità pesantissima lasciata da una leggenda del calcio italiano di nome Gigi Buffon.

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