Crisi Inter, Spalletti imputato. Nainggolan e Perisic “ribelli” e il rinnovo di Mauro…

Pubblicato il autore: Gioacchino Lepre Segui



Raccogliere i cocci e ricostruire il vaso. Se proprio non come prima, almeno l’indispensabile  per piantare un nuovo seme.
Non può fare altrimenti l’Inter di Luciano Spalletti, che ieri sera ha fallito l’ennesimo obiettivo stagionale, non riuscendo di fatto a staccare il pass per le semifinali di Coppa Italia (Inter-Lazio 3-4 dcr). Diverse le grane nerazzurre, che dal campo – inteso da un gioco sterile e spesso prevedibile per gli avversari – si spostano su altri interrogativi che esulano dal rettangolo di gioco.

Una squadra che non appare tranquilla, un ambiente debilitato dagli ultimi risultati negativi: in primis la telenovela Icardi ed il suo rinnovo – tribolata e condita di dubbi, smentite e messaggi d’amore – che ha influito non poco sul rendimento del capitano.
In campionato Icardi non segna da più di un mese – l’ultimo sigillo risale alla sfida contro l’Udinese – ed è superfluo sottolineare il peso specifico del numero 9 nel bilancio stagionale nerazzurro.

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Poi altri problemi. Problemi di spogliatoio: Radja Nainggolan – il simbolo della campagna estiva di mercato nerazzurra – continua il suo momento no (se mai fosse iniziato quello sì) fallendo proprio ieri sera il penalty decisivo. Un rigore svogliato, inconcludente già dalla rincorsa: più o meno come l’apporto che il Ninja riserva in campo per la sua squadra.
E il caso Perisic, anche questo da non dimenticare. Da punto di riferimento dell’Inter a separato in casa, di fatto ai margini del progetto nerazzurro, già pronto con le valigie in mano non appena aprirà la nuova sessione di calciomercato.

Situazioni scomode, quanto mai critiche che Luciano Spalletti dovrà in qualche modo sbrogliare per il benefit stagionale. Fuori anzitempo dalla Champions e dalla corsa scudetto, l’Inter ha ancora qualcosa da salvare: il terzo posto va difeso con le unghie e con i denti e l’Europa League rappresenta un anestetico all’assenza di motivazioni.

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Intanto, però, Luciano Spalletti siede sul banco degli imputati visti i recenti (insufficienti) risultati ottenuti, con l’ombra d’Antonio Conte pronta a scalzare il tecnico toscano.

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