Juventus, Kean risponde al padre:"Sono così grazie a mia madre"

A campionato fermo, c'è un ragazzo che ha di buon grado preso tutto lo spazio che si merita: è Moise Kean.
Paragonato da tanti a Mario Balotelli, Kean, classe 2000, famiglia originaria della Costa d'Avorio ma in realtà italianissimo, è un pò l'esempio dell'Italia che verrà, fatta di etnie, radici, culture varie ma trapiantate nel nostro Paese e seppure a fatica, integratesi.

La rete realizzata in azzurro contro la Finlandia ha consegnato a Kean una serie di record: lo ha eletto il più giovane marcatore con la maglia della nazionale italiana e il primo nato nel nuovo millennio a vestire la maglia azzurra in una gara ufficiale.  E all'improvviso la popolarità a travolgerlo.

Il 26 marzo, a pochi giorni dalla storica rete realizzata sabato sera, è il padre di Kean a far parlare di sè e del figlio alla trasmissione radiofonica Un giorno da pecora su Radio 2.
Intervistato dai conduttori, Biorou Jean Kean, ha parlato di Moise e del suo passato, e della sua ammirazione per le politiche sui migranti di Salvini.

Ha ricordato di quando, a suo dire, Kean ammirava Martins, che giocava con la maglia dell'Inter. E poi, parla di uno strano debito che la Juventus avrebbe con lui: due trattori per la cessione del ragazzo alla società bianconera, quando la madre voleva mandarlo in Inghilterra e lui fece in modo di tenerlo in Italia.
O perlomeno, questo è quello che si suppone abbia voluto dire.

Il giovane Kean però non ha tardato, comprensibilmente a rispondere, affidando il suo sfogo ad una storia Instagram molto eloquente nella quale non fa mistero che i rapporti col padre siano assenti o non idilliaci.

Se sono l’uomo che sono oggi è solamente GRAZIE A MIA MADRE e con questo ho detto tutto!

E la storia dei trattori rispedita al mittente.