La crisi del Veneto

Pubblicato il autore: massimiliano granato

La stagione 2018-19 è in fase di chiusura e rischia seriamente di essere nefasta per le squadre venete,  guardando almeno le prime tre categorie. Se l’Hellas Verona dovesse fallire il ritorno nella massima serie, si rischia di avere una serie A priva di venete. L’ultima volta accadde nella stagione 2007-08: il Chievo era retrocesso per la prima volta in serie B (sarebbe stato poi promosso subito) mentre l’Hellas Verona era addirittura sceso in C1, dopo aver perso lo spareggio-salvezza con lo Spezia. Allenatore dei veneti era un certo Gian Piero Ventura e in attacco giocava Marco Ferrante, ex punta granata. E’ stata un’annata tribolata per il Chievo Verona, che ultimamente disputava sempre dei campionati senza infamia e senza lode, ma senza mai rischiare seriamente la retrocessione. L’avventura era iniziata con D’Anna, perdendo solamente 3-2 in casa con la Juventus, peraltro verso la fine della gara. Poi la penalizzazione di tre punti, l’esonero dell’allenatore, l’ingaggio di Ventura, l’arrivo di Di Carlo alla 13°, in sostituzione di quest’ultimo, dimissionario. La squadra clivense ha provato ad impegnarsi, ma dopo la gara interna persa con il Napoli, matematicamente è retrocesso in B. Proprio la settimana scorsa c’è stata un’impennata d’orgoglio vincendo a Roma con la Lazio, ma 14 punti ottenuti sono un bottino piuttosto esiguo. L’augurio è di un pronto ritorno nella massima serie, come si fa di prammatica. Ma la concorrenza sarà come sempre, agguerrita. Se Atene piange, Sparta non ride. L’Hellas Verona retrocesse nel 2016 dopo tre sole stagioni in A: poi il ritorno nella massima serie nel 2017, fino all’amara retrocessione nel 2018. Setti ha tentato la risalita chiamando Fabio Grosso, che mai è entrato nel cuore dei tifosi.  Attualmente la squadra scaligera è addirittura sesta, a 12 punti dalla seconda piazza, ultima utile per la promozione diretta. Il malcontento serpeggia in città, visto anche che nelle ultime gare la squadra gialloblu ha raccolto tre soli punti. I playoff sembrano praticamente certi, a meno di miracoli difficilmente avverabili, visto lo stato di salute di Benevento e Palermo, per tacere delle prime due della classe: Brescia e Lecce. Il Venezia è in crisi nera, con 5 punti nelle ultime 5 gare. Anche qui, come al Chievo, due cambi di allenatore: Zenga ha rilevato Vecchi ma è stato rilevato da Serse Cosmi. Lo spauracchio dei playout è dietro l’angolo. Sta decisamente meglio il Cittadella, che conta 45 punti, gli stessi del Perugia: la squadra granata ha buone chances di disputare per la terza volta di fila i playoff. Il Padova chiude il gruppo: con soli 26 punti la squadra di Centurioni ( qui addirittura tre cambi: da Bisoli a Venturato e ritorno di Bisoli)è ormai con un piede e mezzo in serie C, dopo una sola stagione tra i cadetti. L’ultima retrocessione risale al 2014, dopo ben cinque stagioni in B. Poi il fallimento, la D e tre anni di C. Andando proprio in serie C, si parla del Vicenza e del presidente Rosso, che aveva velleità di un immediato ritorno in serie B. La squadra di Colella non ha incantato: conta 45 punti, è nona in classifica e dista ben 24 lunghezze dal Pordenone, che ha buone possibilità di salire in serie B. Quasi sicuramente i biancorossi disputeranno i playoff, ma sarà durissima risalire. Un’annata quindi sottotono per il Veneto, che dovrà veramente ricostruirsi quasi da zero, se vorrà ritornare nel calcio che conta.

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