Fiorentina: il bilancio dopo la partita con il Milan

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Quarta sconfitta consecutiva per la Fiorentina di Vincenzo Montella, che precipita sempre di più nel baratro della mediocrità. I numeri sono veramente impietosi, dal ritorno dell’allenatore che guidò la squadra gigliata dal 2012 al 2015 con risultati più che soddisfacenti. In cinque gare di campionato è stato racimolato un solo punto, è stata segnata una sola rete, in quella che è stata la partita migliore dei Viola dal cambio di allenatore, quella in casa della Juventus il 20 Aprile. Si disse anche che la Fiorentina avesse la testa alla semifinale di Coppa Italia, persa poi peraltro con il medesimo punteggio: una sconfitta che di fatto sembra aver spento la luce nella testa dei giocatori viola, che hanno perso una partita dietro l’altra. Si dirà che sono state tutte sconfitte di misura, ma la sostanza è che è dal 14 aprile che la squadra toscana non prende un punto ed è dal 17 febbraio che non vince. All’epoca fu un sonante 4-1 in casa della Spal, condito anche da strascichi polemici, dopo una rete annullata ai ferraresi e il susseguente rigore assegnato alla Fiorentina. Per vedere invece una vittoria al Franchi, bisogna andare addirittura al 16 dicembre scorso, quando i viola stesero l’Empoli con un sonoro 3-1. Fa sbalordire il fatto che ora, tra le due squadre toscane intercorrano solamente otto punti e che la distanza tra i viola e la quart’ultima (l’Udinese) ce ne siano solamente sei. In molti si chiedono cosa abbia portato il cambio di panchina alla Fiorentina, visto il peggioramento a vista d’occhio in Campionato e l’eliminazione in semifinale di Coppa Italia. Per ora sostanzialmente nulla, anche se non bisogna dimenticare che in primis è stato Pioli ad andarsene ( oltre alla mancata fiducia della società ha forse anche intuito che con questa squadra più in là non si poteva andare) e in secondo luogo che Montella si è trovato questo parco giocatori e ha dovuto lavorare con loro, visto che i Della Valle hanno anticipato il suo ritorno in Viola di qualche mese. Nella serata di sabato l’allenatore ha cercato di difendere la propria squadra, cercando di salvare il salvabile; Federico Chiesa ha invitato tutti a rimboccarsi le maniche per cercare di ottenere il sospirato punto (a questo siamo arrivati) per la salvezza. La fortuna è che il campionato sta per finire, altrimenti si rischierebbe di eguagliare il triste record della stagione 2001/2002, con ben sette sconfitte di fila (il conto, come detto ora, è a quattro). Intanto è stato eguagliato (ahinoi!) quello della stagione 2004/2005, quella del sospirato ritorno in serie A, dopo due stagioni di buio: in panchina con la Roma (prima di ritorno) c’era Buso: sconfitta per 2-1 al Franchi ed esonero dell’allenatore, che era subentrato a Mondonico alla fine di ottobre del 2004. Arriva Zoff e si perde 1-0 a Cagliari, 2-1 in casa dal Palermo e 3-0 a Genova dalla Sampdoria. Proprio in quella gara lo stesso Zoff disse di avere ” cattivi pensieri” (due espulsi Viola nel giro di un solo minuto). Quella serie poi si interruppe con la vittoria interna con il Parma e a fine campionato, non senza tribolare, la squadra Viola raggiunse la sospirata salvezza. L’ultima stagione sottotono risale invece a sette anni fa: era la stagione 2011-2012 e si alternarono tre allenatori: Sinisa Mihajlovic, Delio Rossi e, per le ultime due giornate, Vincenzo Guerini, che sostituì Rossi all’indomani della rissa con Adem Ljajic. Quella Fiorentina finì tredicesima, a 46 punti, a 12 dalla zona Europa. Oggi i punti sono 40, all’epoca (a due giornate dal termine) erano 42. Nel penultimo turno la squadra di Montella avrà a che fare proprio con i ducali, per l’ultima trasferta di campionato, prima dell’ultima gara interna, con il Genoa dell’ex Cesare Prandelli. Poi ci sarà il “rompete le righe”e si penserà al futuro. Lo sfogo di Diego Della Valle è apparso a molti inopportuno, specie in un momento molto delicato. All’epoca quella conclusione, con la salvezza ottenuta solo alla penultima giornata (in terra salentina, ultimo campionato in A del Lecce, peraltro ieri ufficialmente tornato nel massimo campionato), precedette la rinascita, targata Vincenzo Montella. La speranza è ancora viva, ma sicuramente i tifosi non vedranno l’ora che termini il torneo attuale.

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