Il mito Frankie Dettori, un fantino con 3000 vittorie entrato nella Hall of fame

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui


E’ Anthony van Dyck, offerto a 7/1.  Il cavallo giusto  fra i sette, su 13 concorrenti, presentati dal colosso irlandese Coolmore e allenati da Adain O’Brien. Il Derby di Epsom lo vince per merito del 46enne fantino Seamie Hefferman, che a metà retta trova un varco dopo slalom e lo lancia all’interno di quattro avversari in lotta. La preziosa scorciatoia gli permette di guadagnare infine mezza lunghezza sul quartetto capeggiato da Madhmoon davanti a Japan, Broome e al favorito (11/4) Sir Dragonet separati da distacchi minimi. Poco più indietro Lanfranco Dettori conclude sesto un Derby senza squilli in sella a Circus Maximus. Dei primi sei arrivati, soltanto Madhmoon non era targato Coolmore O’Brien, la connection che porta a casa il settimo Derby inglese. Il primo nel 2001 con Galileo, grande in corsa e poi grande in razza: nelle vene di tutti i 13 in pista ieri scorre infatti il suo sangue.

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Un record senza precedenti High Chaparral (2002), Camelot (2012), Ruler of the World (2013), Australia (2014), Wings of Eagles (2015) e, appunto Anthony van Dick, gli altri sei nell’albo d’oro. Frankie Dettori resta così a due vittorie, nel 2007 (Authorized) e nel 2015 (Golden Horn). Il primatista dei fantini è Lester Piggot con 9 successi dal 1054 al 1983. E’ proprio in onore di questa impresa lunghissima e inarrivabile. Ieri all’ippodromo di Epsom è stata scoperta una stuatua dell’83enne leggenda vivente del galoppo mondiale. Lo ha fatto personalmente la Regina Elisabetta con un gesto che assume i contorni della ribaltazione. Proprio la Casa Reale gli aveva infatti tolto il titolo di “Sir“, quando Lester era stato arrestato per frode fiscale a metà degli Anni 80. Contemporaneo di Piggot era Vittorio Panici, l’ex fantino italiano morto a 79 anni. Il Gran Premio Milano del 1973 vinto con Garvin è stato l’apice della sua carriera.

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Intanto a Bologna c’è un gp della Repubblica apertissimo. Uragano Trebi e Stella di Azzurra i più attesi. Nell’Oslo Grand Prix (9 giugno) il nostro Vitruvio sarà guidato da Jorma Kontio al posto dell’appiedato Ale Gocciadoro. Tre campionissimi che, insieme ad altri tre jockey del passato, avevano fatto al massimo quaterna sotto l’ombra della torre Eiffel, in quello che è considerato oltre che l’autentico campionato mondiale del galoppo, anche la consacrazione assoluta per un fantino. Frankie ha condotto alla vittoria una cavalla inglese di tre anni, Enable, arrivata carica di successi e gloria a Chantilly (ippodromo che ospita temporaneamente la gara perché il mitico Longchamps riaprirà solo nella prossima stagione).

Frankie l’ha guidata alla vittoria come se stesse facendo una passeggiata nel parco, facendo fare agli altri cavalli, compresi quello dell’Aga Khan e dello sceicco Al Maktoum, la figura dei comprimari. Frankie è stato giubilato nel 2012, gli è stata tolta la giubba azzurra della scuderia dubaitiana perchè lo sceicco lo riteneva ormai sul viale del tramonto, una Gloria Swanson dell’ippica. Dettori era scivolato pochi mesi prima sulla buccia di un controllo antidoping. Ora che è uscito da questa brutta storia vuole solo vincere per entrare nella hall of fame.

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Intanto ci furono cinque vittorie che lo consegnano alla leggenda, insieme ai numeri da capogiro: 600 vittorie in Gran Premio, 3000 in totale, successi in 24 paesi diversi. Con la chicca del 1996, quando ad Ascot vinse tutte le 7 corse di una riunione. Anche quello un record ineguagliabile.

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