Inter, il comunicato della Curva Nord: "Conte? Noi non siamo la Juve". Mentana attacca gli ultras nerazzurri

Conte all'Inter, l'accoglienza della Curva Nord. È ormai ufficiale l'approdo sulla panchina nerazzurra del tecnico leccese che prenderà il posto di Luciano Spalletti e sarà così l'allenatore più pagato della Serie A. L'obiettivo di Conte è riportare l'Inter a competere per lo scudetto e quindi rompere l'egemonia juventina, ma il suo passato da bandiera dei bianconeri ha generato una fredda accoglienza tra i sostenitori nerazzurri. La reazione della Curva Nord, fulcro del tifo interista e in guerra da mesi contro Icardi, è stata tiepida con un lungo comunicato dove si riscontrano come passaggi salienti "Annunciato arrivo del nuovo allenatore, puntualizziamo in maniera ferma e decisa che la Curva Nord non può certo dimenticare il suo passato bianconero e giudiziario" "Essere interista significa rispettarne la storia, la tradizione sportiva, la sua gente e soprattutto la città che rappresenta sempre con Onore. Buon lavoro mister Conte con l’augurio di dimostrarci presto di esser all’altezza dell’Inter perché, noi non siamo la Juve”.

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Conte all'Inter, Mentana polemico con la Curva Nord. Il comunicato degli ultras nerazzurri non è piaciuto al giornalista Enrico Mentana, storico tifoso interista. Il direttore di La7 si è sfogato così sul suo profilo facebook: "Ho appena letto un farneticante comunicato della “curva nord” dell’Inter sull’arrivo del nuovo tecnico Conte. Oltre al resto – già di per sé allucinante- c’è una lunga tirata sui trascorsi giudiziari di Conte. Scritta da chi si è macchiato di reati sportivi e penali a ogni stagione, e pochi mesi fa ha orchestrato l’agguato contro i tifosi avversari prima di Inter-Napoli, e ne ha fatte di cotte e di crude, anche con cori indegni nei confronti di chiunque, giocatore nerazzurro o di altre squadre, non gli andasse a genio o non gli avesse baciato la pantofola. La gran parte dei gruppi ultras è così, ma del “mal comune” non so che farmene, e spero che la società e tutta la Lega di Serie A intraprendano una volta per tutte un’operazione di liberazione degli stadi, senza paura".

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