I “tradimenti” più famosi nel calcio: da Baggio a Ronaldo, Chiesa si unirà al club?

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui


Il trasferimento che potrebbe portare Federico Chiesa dalla Fiorentina alla Juventus, sarebbe un “tradimento” per i tifosi della Viola ma a Firenze, ci sono oramai abituati. Era il lontano 1990 quando Roberto Baggio lasciò la Fiorentina dopo 5 stagioni entusiasmanti. Il divin codino deliziò le platee fiorentine dall’85 al ‘90, scaldando gli animi di una città intera, ma la società fu costretta a una cessione per rimettere apposto i conti e la destinazione fu dolorosissima: la Juventus. Un “tradimento” mai dimenticato a Firenze data l’accesa rivalità che c’è con i bianconeri.

Nella storia del calcio però, questo non è l’unico “tradimento” famoso. Ce ne sono molti, alcuni sfociati in sfottò pesanti e anche un po’ violenti. Possiamo pensare al trasferimento di Figo dal Barcellona al Real Madrid nel 2000. Il portoghese è mal ricordato dai tifosi blaugrana che mai gli hanno perdonato questo sgarbo. Infatti, durante un El Clasico nella stagione 2000/01, quando Figo si stava apprestando a calciare un corner al Camp Nou, un tifoso dagli spalti gli lanciò addosso una testa di maiale come gesto di scherno. A Barcellona non se ne sono ancora fatti una ragione, tanto da non voler inserire Figo nella lista dei calciatori storici che hanno fatto parte della storia azulgrana.

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Ronaldo il Fenomeno dei “tradimenti”

Il “maestro” per così dire del tradimento calcistico è senza dubbio Ronaldo, il fenomeno brasiliano. Acquistato dall’Inter nel 1997 per 100 miliardi di lire – finiti nelle casse del Barcellona – il bomber del Brasile meravigliò tutti con la casacca nerazzurra. Gli infortuni minarono la sua carriera e anni più tardi, Moratti lo cedette al Real Madrid. In Italia e specialmente la sponda nerazzurra di Milano, erano piuttosto sicuri che il Fenomeno non avrebbe più fatto ritorno nel Bel Paese da calciatore. Invece nel 2007, Ronaldo lasciò le merengues per tornare a San Siro, ma questa volta al Milan. Moratti e tutto il popolo nerazzurro non hanno mai accettato la sua decisione e quando Inter e Milan si incontrarono nel derby datato 11 marzo 2007, tutta la curva del biscione lo fischiò e insultò sonoramente durante tutto l’arco della gara. Il destino beffardo volle che a sbloccare il match per i rossoneri fu proprio lui: Ronaldo. Con un tiro fulmineo, Il Fenomeno gelò tutti gli interisti presenti allo stadio e non. Quel derby poi lo vinse l’Inter nel segno di Ibrahimovic, nuovo idolo che poi tradì con le stesse modalità la causa nerazzurra approdando al Milan nel 2010. Come disse Caressa in occasione di quella partita: il calcio è strano.

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