Atalanta, capitolo “falso nueve”: segno di crescita

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

L’Atalanta di Gasperini ha dominato contro la Roma vincendo grazie alle reti di de Roon e Duvan Zapata, riuscendo a salire al terzo posto in classifica (la stessa posizione nella quale i nerazzurri avevano terminato kil campionato di Serie A 2018-2019). Un contesto molto bello e allo stesso tempo interessante, nella quale gli orobici hanno insegnato calcio, ma questo match ha messo in evidenza alcuni componenti tecnico tattici della stessa Atalanta: in particolar modo del reparto offensivo. Si sta parlando ovviamente sia del “falso nueve” che del classico 3-4-1-2 con il centravanti: due schieramenti che ieri sono stati applicati insieme, con dei risultati tutto sommato abbastanza soddisfacenti.

FALSO NUEVE: BELLO DA VEDERE, POCO PROLIFICO MA C’E’ GRANDE MIGLIORAMENTO – Quando l’Atalanta è intenzionata ad adottare il “falso nueve” si butta in un contesto dove la maggior parte dei casi fa molta fatica: bello da vedere, ma allo stesso tempo senza riferimenti in attacco e con Papu e Ilicic che dovevano addirittura faticare il doppio. Questo modulo è stato provato durante la stagione 2017-2018 con scarsi risultati, ma ieri è stato nuovamente tirato fuori. Il risultato è stato notevolmente positivo, non sul fattore goal (trovato grazie all’entrata di un centravanti di rilievo come Duvan Zapata), ma bensì sulla gestione energetica: molte volte abbiamo visto i due attaccanti calare di rendimento nel secondo tempo, mentre ora si è avuta una gestione migliore sotto il profilo energetico. Certo, l’Atalanta è riuscita a vincere quando è ritornata ad avere un riferimento offensivo, ma per quello visto ieri è sicuramente un buon segno.

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