Atalanta, la trasferta dei tifosi nerazzurri a Reggio Emilia

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

L’Atalanta di Gian Piero Gasperini ha vinto 4-1 contro il Sassuolo: una partita nella quale i nerazzurri hanno dominato sotto tutti i punti di vista. Con questo risultato la Dea consolida il terzo posto in classifica, avvicinandosi al treno delle prime due capitanato dall’Inter capolista. Quella di ieri sera non è stata solo una serata fantastica per i giocatori, ma anche per i mille tifosi orobici che sono scesi fino a Reggio Emilia per sostenere la loro squadra: segno del grande amore che questo popolo ha per la sua Dea, anche in vista della Champions League.

MAGLIA, SCIARPA, ZAINO E TANTA PASSIONE VERSO REGGIO EMILIA – La partita contro il Sassuolo comincia ore prima del fischio iniziale per il tifo nerazzurro: tutti sono pronti a sostenere la Dea e chi con la macchina, o con i pullman dai vari club atalantini, si va verso Reggio Emilia. Trasferta? Da tre anni a sta parte ormai il Mapei Stadium è diventato una seconda casa a tutti gli effetti. Code, caselli, traffico ma come si dice in questi casi “l’attesa aumenta il desiderio“. Tempo di cenare con un panino al volo che si entra subito nel settore ospiti dello stadio neroverde. A livello formale l’Atalanta giocherebbe “fuori casa” ma in realtà sembrava di essere a Bergamo: contesto che manca da tanti mesi e che con il Lecce verrà inaugurata la nuova curva nord.

SOSTEGNO A MILLE, CALCIO SPETTACOLO E GLI OCCHI CHE VEDONO UN SOGNO TRASFORMARSI IN REALTA’ – L’Atalanta parte subito all’attacco e ciò entusiasma il suo pubblico che esplode di gioia quando gli orobici, neanche dopo 30 minuti, sono già in vantaggio per 4-0. Le esclamazioni più utilizzate in quel momento sono di questo tipo “Che Atalanta! E’ una squadra fantastica, giochiamo alla grande (e chi ne ha più ne metta…)“. Nella ripresa i nerazzurri gestiscono il match molto bene, aldilà del goal subito. Al fischio finale è una bolgia: i tifosi presenti al Mapei Stadium esultano dalla gioia e al guardare la classifica, verificando con esattezza il consolidamento del terzo posto, la febbre atalantina sale. Della serie: “Non succede, ma se succede…”.

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