Atalanta, quattro Italiani in squadra ma non è un dramma

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

 


L’Atalanta
di Gian Piero Gasperini è molto conosciuta per le sue straordinarie imprese: in questa stagione giocherà anche la UEFA Champions League per la prima volta in 112 anni di storia nerazzurra. Oggi l’Eco di Bergamo ha sottolineato che la Dea è la squadra che, più di tutte (escludendo l’Udinese), ha meno italiani in rosa: soltanto quattro pedine. Il contesto sotto certi aspetti è stato dipinto non come un dramma, ma sicuramente come un dato quasi negativo in termini nazionali. Ma come sempre non perdiamoci in chiacchiere e proviamo ad analizzare la situazione dell’Atalanta attraverso questo contesto.

ATALANTA, LA FORTUNA DELLA NAZIONALE MAGGIORE (STORICAMENTE PARLANDO) – In 112 anni di storia, l’Atalanta è sempre stata una squadra che ha dato alla Nazionale Italiana tantissimi calciatori: Scirea, Cabrini, Pizzaballa, Donadoni, Domenghini, Savoldi e così via. Quindi il fatto di vederla in un contesto dove ci sono così pochi giocatori “azzurri” è molto strano, ma si è intrapresa una strada diversa. Nel 2016/2017 la Dea era considerata da tutti come un team dal buon gioco e dai tanti giovani italiani di grande talento, ma lo smalto si è un po’ perso. In particolar modo per via della linea “sartoriana” di prendere giovani stranieri e sconosciuti. Certo, nell’Atalanta molti giovani italiani avrebbero la grande opportunità di sfondare ma non è certamente un dramma se la società intraprende una linea diversa sotto questo ambito.

LA DEA E’ UNA REALTA’ INTERNAZIONALE – Il capitolo citato prima fa capire che è un contesto che lascia il tempo che trova: l’unica cosa che conta sono i risultati, indipendentemente dalla nazionalità ma non solo. In termini di “convocazioni”, la Dea ha raggiunto un livello internazionale: dalla Colombia all’Olanda fino ad arrivare al Brasile. Dato assai importante che fa capire la grandezza dell’Atalanta sotto tutti i punti di vista.

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