Atalanta, il modulo “falso nueve” di Gasperini

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

L’Atalanta di Gian Piero Gasperini è riuscita a conquistare un punto importante contro il Napoli al San Paolo. Una partita dove è accaduto di tutto e di più: dalla rimonta dei nerazzurri al “presunto” calcio di rigore non dato ai partenopei. Nonostante ciò finisce 2-2 e gli orobici rimangono in maniera consolidata al terzo posto in classifica. Nonostante ciò c’è un dato da tenere in considerazione per quanto concerne il contesto tecnico e tattico: il” falso nueve”. Modulo tanto citato quanto criticato sotto certi aspetti. Ma come sempre non perdiamoci in chiacchiere e analizziamo la situazione.

POCO FRUTTIFERO NONOSTANTE IL GIOCO – Nella stagione 2017-2018, l’Atalanta aveva il problema della mancanza di un centravanti stabile (tra un Petagna che giocava per la squadra e un Cornelius poco convincente) e quindi Gasperini decise di adottare il famoso “falso nueve” senza punte. Per descrivere il modulo bastano soltanto queste indicazioni: bello da vedere solo per un tempo, nessun riferimento in attacco con tanti palloni in area e pochi tiri, impiegava molto in termini di energia. Il risultato fu talmente deludente e pessimo che essa stessa venne accantonata quando arrivò un certo Duvan Zapata il campionato successivo.

È UN PUNTO TRA FORTUNA, GIOCARE E SOFFERTO – Contro il Napoli Gasperini ha schierato nuovamente il “falso nueve” con Pasalic trequartista e nonostante il pareggio ottenuto sia grazie ad un pizzico di fortuna (papera di Meret su Freuler) che alla giocata straordinaria di Ilicic, il modulo ha prodotto poco: in particolar modo se metti Pasalic a curare la fase offensiva. Certo, può diventare una soluzione momentanea se vuoi “spaccare” la partita con Muriel e Malinovskyi nella ripresa, ma se vuoi adottarlo per tutti i 90 minuti non ti porta da nessuna parte.

  •   
  •  
  •  
  •