Gasperini, 600 panchine in carriera: esempio per tutti

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

La partita contro il Napoli è stata particolare per l’Atalanta: non solo per quello che è successo nel finale (con i partenopei che hanno recriminato un presunto calcio di rigore), ma anche per Gian Piero Gasperini. Il mister di Grugliasco, con il match di ieri sera allo stadio San Paolo, ha raggiunto le 600 panchine in carriera: un risultato straordinario sotto tutti i punti di vista. Semplicemente un esempio calcistico in termini tattici e psicologici: mentalità offensiva e voglia di vincere indipendentemente se sei una ‘big’ o provinciale.

STABILMENTE TRA I TOP 10: A BERGAMO IL SALTO DI QUALITÀ – Gian Piero Gasperini è sempre stato un mister indiscutibile per quanto concerne il gioco e l’intensità: a Genova lo si è visto in maniera evidente (escludendo le parentesi di Inter e Palermo). Nella media è sempre stato tra le prime dieci di Serie A, contando che il presidente Preziosi gli smontava la squadra dopo ogni stagione: ricominciare tutto da zero e ripetersi su certi standard è un dato di merito al mister di Grugliasco. Gasperini a Genova ha lasciato tanti ricordi positivi, ma è a Bergamo che ha fatto il grandissimo salto di qualità.

PAZIENZA NEL SUO CREDO; IL SUCCESSO DI UNA CITTÀ – I risultati atalantini di Gian Piero Gasperini sono assolutamente straordinari e ben conosciuti. In tre anni ha portato l’Atalanta dalla salvezza alla Champions League grazie al suo lavoro preciso e mentalmente offensivo. L’arma in più è data anche dalla pazienza che ha saputo dargli la piazza bergamasca: il mister di Grugliasco aveva accusato delle false partenze ma nonostante ciò non era mai stato in discussione. Questo aspetto gli ha permesso di lavorare con molta tranquillità implementando molte innovazioni tanto elogiate quanto fruttifere: per esempio la volontà di schierare in campo giovani come Gagliardini e Caldara.

ESEMPIO DA SEGUIRE: PRIMA UOMO E POI ALLENATORE – Gasperini prima di essere un professionista è un uomo “fuori dagli schemi”: senza peli sulla lingua, sincero in situazioni delicate, temperamento in certe occasioni e grande cuore. Il legame con l’Atalanta e la città di Bergamo si è sempre consolidato, portandolo ad essere cittadino onorario. Per la piazza non risparmia né complimenti né elogi: soprattutto nei momenti di difficoltà. 600 panchine è un risultato straordinario e chissà cosa gli riserverà il futuro: sicuramente più azzurro che nero, anzi, nerazzurro.

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