Atalanta, de Roon troppo importante a centrocampo

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

L’Atalanta di Gian Piero Gasperini sta disputando fin dalla prima giornata una grandissima stagione: uno dei miglior attacchi della Serie A, gioco bello da vedere e mentalità vincente, per non parlare del gran numero di elementi che il mister di Grugliasco può sfruttare a pieno grazie al suo classico 3-4-1-2. Oltre al tanto citato trio offensivo, c’è anche un buonissimo centrocampo: sostenuto in particolar modo da un giocatore che definire “importante” è poco. Stiamo parlando ovviamente di Marten de Roon: pedina dalla grande grinta che non deve mai mancare, anche se quando è in “giornata no” si fa un po’ più di fatica.

BUONISSIMA PARTENZA: CERTEZZA NERAZZURRA – De Roon, come tutto il resto della squadra, è stato protagonista di una grande partenza anche dal punto di vista tecnico: in dieci presenze ha segnato un goal (contro la Roma), ed è stato autore di due assist decisivi per la Dea (Genoa e Udinese). Sotto il profilo della grinta e di quello che da a centrocampo è impeccabile: fisico, testa, buono a costruire, sempre pronto a fare “il lavoro sporco” recuperando tanti palloni in mediana. Dati e contesto che ne fanno di lui un perno della rosa (forse fin troppo consolidato).

SENZA DI LUI SI FA MOLTA FATICA (BRUTTO SEGNALE?) – Tutto molto interessante e per nulla preoccupante, ma c’è un piccolo problema che colpisce l’Atalanta proprio a centrocampo: la sua assenza oppure quando non è in forma, influiscono molto la mediana. Certo, capita a tutti di essere in “giornata no”, ma quando tocca a Marten si fa molta più fatica del previsto: costruzione lenta e macchinosa, palloni persi e poca incisività sul pressing. De Roon dipendenti? Assolutamente no, l’Atalanta ha gli uomini giusti per compensare la sua assenza sul campo (tipo Pasalic), ma Marten riesce a dare quel qualcosa in più: il classico passo più lungo della gamba. Aspetto decisivo per un’Atalanta consolidata nelle posizioni alte della classifica di Serie A.

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