Atalanta-Juventus, l’atmosfera nerazzurra al Gewiss Stadium

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Non abbiamo solo una curva, ma lo stadio intero“. È questa la frase che è stata citata nel momento in cui il popolo dell’Atalanta doveva esporre la coreografia spettacolare per caricare la squadra in vista del match contro la Juventus. Essa in realtà ha rappresentato alla perfezione quello che è stato il Gewiss Stadium ieri pomeriggio: un contesto dove il nerazzurro ha regnato sovrano, aldilà della presenza dei campioni d’Italia. Esaurito solo perché arrivava la “vecchia signora” a Bergamo? I fatti dicono il contrario, anzi, evidenziano il calore del sostegno orobico, ma soprattutto esclusivamente dedicato agli uomini di Gian Piero Gasperini.

SCENDE LA PIOGGIA, MA L’ATALANTA VA OLTRE TUTTO – In quel di Bergamo piove, ma la testa è già allo stadio per Atalanta-Juventus. Al Gewiss Stadium si registra il tutto esaurito e la voglia di portare a casa una vittoria importantissima in chiave classifica è tanta. Il tempo non è dei migliori, le code sono lunghe sia nelle strade che nei botteghini, ma tempo un po’ di pazienza e si è dentro allo stadio. L’atmosfera è alle stelle e la Curva Nord (compresi gli altri settori dello stadio) ha preparato una coreografia coi fiocchi: bandierine blu, nere e bianche con al centro il telone del logo della Dea. Semplicemente uno spettacolo che in prima persona fa un certo effetto: la carica perfetta per portare i ragazzi alla vittoria.

PRIMO TEMPO DOMINATO: UNA CARICA IMPECCABILE – Pronti via e l’Atalanta viene spinta da tutto il tifo nerazzurro tra cori, battimani e tanta passione per la Dea. Gli uomini di Gian Piero Gasperini si caricano e per tutto il primo tempo offrono un dominio sotto il profilo del gioco semplicemente invidiabile: contando che mancavano elementi come Zapata, Ilicic e Malinovskyi. Ad un certo punto viene fischiato un rigore a favore dei padroni di casa: dal dischetto batte Musa Barrow, rincorsa, tiro, traversa. Delusione istantanea, ma neanche il tempo di attutire l’occasione sprecata che subito si riparte all’attacco: tra curva e giocatori. Alla fine dei primi 45 minuti c’è ottimismo, nonostante le enormi palle goal non sfruttate al meglio.

GIOIA, RABBIA E AMAREZZA, MA QUANTO AMORE NERAZZURRO SUGLI SPALTI – Nella ripresa sembra di assistere a quello visto nel primo tempo: l’Atalanta attacca, la Juventus subisce. Il pubblico spinge sempre di più ed è proprio in quel momento che la Dea passa in vantaggio: il Gewiss Stadium esplode di gioia e s’intona il famoso “bergamoto“. Poco più tardi i bianconeri pareggiano: i tifosi orobici ci credono nell’impresa, ma poco dopo il protagonista della partita diventerà l’arbitro Rocchi di Firenze. Il copione è il seguente: falli di mano non sanzionati, un rigore negato per un tocco con il braccio di Can, ed infine la rete juventina nella quale Cuadrado ha preso palla nettamente con la mano. Agli atalantini saltano i nervi, soprattutto sugli spalti con dichiarazioni del tipo: “Ecco qua, il classico copione delle settimane precedenti“. Il 3-1 firmato dal tanto fischiato Dybala non condiziona il sostegno del popolo bergamasco nei confronti dell’Atalanta: l’applauso di tutto lo stadio a fine match ne è la prova più chiara ed evidente, perché questa Dea non ha avuto in mano solo una Curva Pisani da dieci e lode, ma anche, come riportato nell’introduzione, uno stadio intero.

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