Atalanta, tifoseria straordinaria nonostante la sconfitta

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Nella vita c’è un detto che dice: “Quando hai tutto a tua disposizione, cominci ad allontanarti dalle tue radici: perdendo nettamente i contatti con la realtà“. Sembra una cosa scontata o quanto meno poco ricordata, ma in questo caso forse è meglio fare un passo indietro. L’Atalanta ha perso contro il Cagliari per 2-0, ma nonostante ciò il suo popolo ha sostenuto i ragazzi fino alla fine. Non è oro tutto ciò che luccica, e attraverso sia i social che allo stadio una piccola parte di “tifosi” ha cominciato a mugugnare all’ennesimo svantaggio: gesto poco obbiettivo che si allontana dal concetto dell’atalantinità.

LA DEA NON È UNA MODA, MA UN SIMBOLO DI VALORI –L’Atalanta è da quattro anni che sta nelle parti nobili della classifica di Serie A, e di conseguenza, in contesti come questo, il numero dei tifosi aumenta: attirando i classici occasionali (effetto normale dal punto di vista calcistico). Quando i momenti di difficoltà arrivano, coloro che non hanno ancora capito il concetto dell’atalantinità, cominciano subito ad insultare squadra, tecnico e dirigenza con delle frasi basate sul nulla. Contro il Cagliari è successa una cosa del genere con una parte di pubblico: ripreso dal popolo atalantino e “spazzato via” a suon di cori, passione ed amore verso questi ragazzi che stanno facendo delle imprese straordinarie. Certo, la critica costruttiva è sempre la benvenuta, ma esagerando tra fischi (anche se pochi) e mugugni, vuol dire non rispecchiare per nulla il tifo dell’Atalanta senza tanti giri di parole.

LA VERA TIFOSERIA ATALANTINA: L’AMORE OLTRE IL RISULTATO – Testa montata? Assolutamente no. Il popolo dell’Atalanta non si fa condizionare a livello morale da un semplice risultato: conta solo la maglia sudata. Contro il Cagliari l’intera tifoseria ha sostenuto in maniera impeccabile Gasperini e i giocatori nerazzurri: neanche un fischio; bensì sempre e solo applausi. C’è grande amarezza, ma dura solo pochi secondi: la Dea viene prima di tutto, perché si vince e si perde insieme a Bergamo.

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