Razzismo nel calcio, ancora una costante.

Pubblicato il autore: Giusi Iasiuolo Segui

L’11^ giornata di campionato ha visto ancora una volta due episodi di razzismo, che hanno acceso numerosi dibattiti.
Roma-Napoli, nel bel mezzo del match, l’arbitro interrompe il gioco a causa di cori offensivi nei confronti dei napoletani. Ma, in particolar modo, la vicenda che ha provocato maggior scalpore è stata il momento in cui, durante Hellas Verona-Brescia, Mario Balotelli ha calciato il pallone verso la curva dei tifosi veronesi, i quali continuavano a intonare cori razzisti nei suoi confronti.
Non è la prima volta che il giocatore è vittima di questi insulti e non è neanche l’unico. Come ben sappiamo, in passato altri calciatori, quali Boateng, Koulibaly e Matuidi, sono stati protagonisti di simili vicende. Il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea domani annuncerà le sanzioni a entrambe le curve, ma questa punizione sarà risolutiva di fronte ad una problematica che tuttora persiste nel mondo del calcio (e non solo)? Squalificare un’intera curva per punire solo determinati soggetti, a discapito di tifosi “innocenti”, rappresenta davvero la soluzione giusta a tale problema? Le autorità hanno tutte le capacità e i mezzi per poter individuare i veri responsabili di questi avvenimenti, senza dover ricorrere a punizioni che sappiamo non porteranno alla conclusione del problema.
Innanzitutto, da tutti noi deve esserci rispetto nei confronti del prossimo e bisogna imparare a non fare distinzioni di razza, poichè tutti facciamo parte della stessa e non bisogna commettere gli errori del passato. Iniziando da qui e proseguendo con tutte le campagne organizzate contro il razzismo, possiamo sconfiggere questo fenomeno e incastrare coloro che continuano a provocare tutto questo clamore.
Il calcio è di chi lo ama. We say “No to Racism”!

  •   
  •  
  •  
  •