Atalanta-Hellas Verona e quell’inspiegabile rimessa laterale che ha portato all’1-0

Pubblicato il autore: Gabriele Ripandelli Segui

Atalanta-Hellas Verona. Nel primo quarto d’ora, con il risultato ancora sullo 0-0, la Dea sciupa alcune occasioni, principalmente con Muriel, e gli ospiti al 23′ seguendo la più vecchia regola non scritta della storia del calcio (“gol sbagliato, gol subito”) si portano in vantaggio. Di Carmine non sbaglia davanti a Gollini e molti, davanti alla televisione, sui social o al bar, urlano alla dormita difensiva della squadra di Gasperini. Le proteste, inizialmente comprese da pochi, vengono subito messe a tacere dal silent check del var che dà ragione a Valeri confermando la validità del gol.

Andando a rivedere il replay, però si notano subito due irregolarità nel gol che sblocca Atalanta-Hellas Verona. I “punti di battuta” erano due: avevano la palla tra le mani sia Rahmani che Faraoni. Il secondo batte velocemente, con il primo che ributta fuori dal campo la sua palla. Quel pallone può essere considerato come un oggetto esterno arrivato da una persona diversa da quelle indicate negli elenchi entro il recinto o sul terreno di gioco (raccatta palle). I problemi però non terminano qua e l’irregolarità persiste. Rivedendo il replay, Rahmani si trovava a battere sul punto in cui era uscito il pallone, mentre Faraoni si trovava a 7,69 metri (quasi 8!) dal corretto punto di battuta. Un’enormità che dimostra anche come la difesa dell’Atalanta non fosse distratta, ma semplicemente concentrata sull’uomo che aveva il pallone nel giusto punto di battuta. Gol da annullare e rimessa da invertire. Una possibile svista arbitrale, un errore impossibile con la var.

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