Atalanta, le pagelle del 2019: portieri

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui


L’Atalanta di Gian Piero Gasperini sta ricaricando le batterie vista la pausa natalizia. Nonostante ciò mancano due partite prima dell’inizio del girone di ritorno e i nerazzurri dovranno affrontare Parma (in casa) e Inter (a San Siro). Tralasciando ovviamente il calciomercato di gennaio dove tutto è attorniato da tante voci e ipotesi, ci troviamo in un contesto pieno di bilanci di fine anno: sottoscrivere quello che è il giudizio definitivo sul 2019, principalmente legato alle prestazioni, è sempre all’ordine del giorno. Allora andiamo ad analizzare il resoconto dell’Atalanta partendo ovviamente dai portieri.

GOLLINI (8): SICUREZZA E CRESCITA DA VERA SARACINESCA – Un voto che il numero 95 dell’Atalanta merita sotto tutti i punti di vista. Subentrato ad un Berisha in calo mostra grande sicurezza tra i pali: fin dal suo ritorno a Parma (dove disputò una partita magnifica). Le sue parate hanno portato la Dea in Champions League e la sua crescita è ben evidente domenica dopo domenica. Ci sono stati dei momenti in cui il ragazzo doveva fare il famoso salto di qualità, e la Coppa dei Campioni ha dato una mano il ragazzo: per non parlare di un fattore così decisivo come quello della continuità condito da un minutaggio molto interessante. La Nazionale è la ciliegina sulla torta ad un 2019 veramente impressionante.

BERISHA (6): PRIMA IL CALO POI LA PANCHINA – Se dovessimo valutare l’albanese nel girone d’andata della stagione 2018/2019 ci ritroveremo di fronte ad un 6,5 pulito vista la decisività in alcune partite (come per esempio contro il Bologna in trasferta), ma nel 2019 le crepe diventano dei crateri: troppe le sue incertezze che fanno perdere punti all’Atalanta, e anche il suo posto da titolare a favore di Gollini. Certo, l’impegno non si discute, ma era chiaro a tutti che il suo ciclo nerazzurro era arrivato al capolinea. In estate lascia la Dea per la SPAL.

FRANCESCO ROSSI (6): TRADIZIONE E UOMO SPOGLIATOIO – Pensare che dieci anni fa era in procinto di entrare in prima squadra fa impressione, e ora è consolidato come terzo portiere. Per lui un numero di presenze troppo basso, ma è chiaro che uno come Francesco fa eccome la differenza in termini caratteriali: serve uno spogliatoio più unito che mai, per non parlare anche per quanto concerne la tradizione della stessa Atalanta, nella quale il terzo portiere deve essere prodotto del vivaio.

MARCO SPORTIELLO (6): LA RETROCESSIONE, IL RITORNO, LE POLEMICHE, E UN MATCH – Il 2019 per Sportiello è stato un calvario: la retrocessione con il Frosinone e una carriera che sembrava nettamente compromessa per tutta una serie di motivi (sia tecnici che caratteriali). Il suo ritorno all’Atalanta è stato abbastanza sorprendente: dovuti chiarimenti sia con la società che con Gian Piero Gasperini, ma la tifoseria è completamente divisa (c’è chi sta dalla parte del ragazzo e poi chi non lo considera come parte integrante della squadra: alla fine l’indifferenza ha regnato su tutto). Per Sportiello soltanto una presenza al Mapei Stadium contro il Sassuolo dove gioca una buona partita nonostante la rete neroverde subita. La sufficienza ovviamente è piena per quello che si è visto.

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