Atalanta, l’importanza delle fasce laterali

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

L’Atalanta di Gian Piero Gasperini è pienamente lanciata verso le zone alte della classifica di Serie A: quinto posto, miglior attacco del campionato (riconfermando quello che è stato fatto di buono l’anno scorso) e un gioco ben rodato ed esteticamente spettacolare sotto tutti i punti di vista. Abbiamo parlato nei giorni precedenti di una crescita esponenziale sotto alcuni temi tattici (come per esempio di un falso nueve rivalutato e potenzialmente funzionale), ma sicuramente c’è da contare anche quelle che sono le potenzialità della stessa Atalanta: ulteriormente migliorate nelle ultime settimane tra Champions e Serie A. Stiamo parlando delle fasce laterali: un reparto che in alcune circostanze diventa addirittura più decisivo dell’attacco stesso. Da Gosens a Castagne fino ad Hateboer (contando anche delle piccole parentesi Reca e Arana). Certo, è scontato il fatto che la Dea abbia un meccanismo completamente collaudato dove se manca l’incisività di qualcuno si fa parecchia fatica, ma è chiaro che le ali nerazzurre diano grande apporto sia quando c’è da difendere che quando bisogna attaccare: il risultato è sempre lo stesso e soprattutto positivo.

PAPU SPOSTATO, ALI ESALTANTE E LÌ COMINCIA LA FESTA – Vi ricordate il periodo prima di vedere Gomez trequartista? Le fasce laterali erano completamente bloccate: incapaci sia di difendere che di costruire un vero e proprio gioco. Dopo lo spostamento del numero 10 nerazzurro, l’Atalanta ha avuto a disposizione le sue ali a pieno potere con una qualità disarmante: Hateboer a destra che dettava il passo creando intesa con Ilicic; dall’altra un Robin Gosens in versione “freccia alta velocità” (fine nei passaggi e bravo nel ripartire); per poi finire con Castagne che si dimostra utile sia a partita in corso che dal primo minuto. La sua esaltazione che ne ha garantito un pezzo di UEFA Champions League, è evidenziata anche nelle piccole apparizioni di alcune pedine: per esempio Reca a Parma l’anno scorso, e Arana all’inizio di questa stagione.

CHAMPIONS DA ESPERIENZA: UN POTENZIALE ULTERIORMENTE POTENZIATO – L’Atalanta entrando in UEFA Champions League ha dovuto intensificare il proprio modo di giocare: guadagnando principalmente esperienza europea. Le corsie laterali sono state molto importanti ai gironi per quanto concerne i cross, la qualità e l’apertura degli spazi: vedere Castagne e Gosens esaltarsi in quella maniera era veramente incredibile nonostante tutta quella pressione. I goal sono la ciliegina sulla torta di una qualificazione storica centrata all’ultima partita contro lo Shakhtar in Ucraina (battuto per tre reti a zero).

CONTINUARE COSÌ SOTTO TUTTI I PUNTI DI VISTA – Ora come ora bisogna continuare su questa strada per togliersi delle grandi soddisfazioni. Tra campionato e Coppa l’Atalanta può contare di avere tra le mani degli esterni di tutto rispetto per puntare ancora più in alto. Il 2019 è finito con una buona prova dei ragazzi di Gasperini con un sonoro 5-0 ai danni del Milan. Mercato di gennaio? Non scherziamo, i pezzi pregiati non si toccano, e con una storia atalantina praticamente da riscrivere è dura lasciare una piazza come Bergamo. Ora spazio alle vacanze natalizie per ricaricare le batterie e ripartire più forti di prima.

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