Bologna discontinuo, ma in linea con gli obiettivi

Pubblicato il autore: Walther Bertarini Segui

Si sa che a nessuno piace perdere, soprattutto se si tratta della squadra del cuore, ma ahimè bisogna anche guardare la realtà dei fatti ed essere obiettivi. Bisogna fare un ragionamento a ritroso e chiedere quali erano gli obiettivi stagionali del Bologna. Prima che Mihajlovic annunciasse la sua malattia il piano principale era quantomeno “impiensierire” squadre che lottavano per l’Europa League, proseguendo sulla falsariga della continuità creatasi lo scorso anno: da quella drammatica notizia le cose sono radicalmente cambiate con essa anche i piani. Quest’estate il presidente Saputo aveva speso 50 milioni comprendenti i riscatti di Sansone, Soriano e Orsolini, l’ingaggio di giovani di prospettiva più l’esperienza di Gary Medel in mediana. Il prosieguo del campionato sta evidenziando come non sia stato sufficiente fino ad adesso: resta l’attenuante che il condottiero della spedizione rossoblù sia stato più assente che presente perchè un conto è averlo sul campo e un altro da contatto telefonico, ma certamente non va preso come alibi.

Le ultime partite hanno raccontato di un Bologna, che sembra aver perso la retta via dopo una prima parte di stagione interessante con 7 punti in 3 partite, ma la rosa può ambire un posto tra il nono e il dodicesimo posto si può dire come piano B. Certo ogni tifoso vorrebbe che la squadra lottasse per un obiettivo più ambizioso rispetto a una tranquilla salvezza ma a volte purtroppo bisogna pensare che le cose non vanno come si vorrebbe. Infine Ibrahimovic non vestirà la maglia rossoblù come era prevedibile anche se comunque avrebbe fatto piacere vedere un altro campione come Baggio, Signori e Gilardino calcare il campo del “Dall’Ara“.

Tornando all’attualità Mihajlovic ha cancellato per due volte di fila il giorno di riposo ai giocatori segnale che lui stesso vuole trovare una via d’uscita da questa situazione traballante: lo si sta evidenziando negli allenamenti dove ha chiamato in disparte i difensori per correggere i movimenti mostrandoli in prima persona: una sorta di “lezioni private“. Una cosa positiva del tecnico serbo che, nonostante la sua convalescenza, abbia l’energia e lo spirito di dirigere gli allenamenti. Ci si augura che ritorni quella carica e adrenalina che hanno dato ottimi risultati lo scorso anno e non resta che essere fiduciosi.

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