Fiorentina: cala la notte dopo il ko con il Lecce

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Quella che doveva essere la gara del riscatto per la Fiorentina, reduce da due sconfitte consecutive (il 5-2 rimediato a Cagliari e la sconfitta di Verona per 1-0)si è trasformata in un vero e proprio incubo. La squadra di Montella infatti, dopo un inizio tutto sommato soddisfacente, ha ceduto i tre punti al Lecce che non solo ha vinto, ma avrebbe da reclamare due calci di rigore ed ha rischiato di segnare una seconda volta, con l’ex Babacar. Se a questo si aggiunge il serio infortunio di Ribery alla caviglia destra dopo uno scontro con Tachtsidis, il quadro non può che essere nero. Il prosieguo di campionato non si presenta certo agevole, visto che i viola dovranno affrontare il Torino all’Olimpico (e i granata appaiono in ripresa, dopo la vittoria col Genoa a Marassi) poi un mini-ciclo che definire impegnativo è un puro eufemismo: Inter e Roma in casa, a chiudere l’anno solare. La squadra salentina non è nuova ad esperienze simili: nel 2012 vinse a Firenze per 1-0. Il Lecce era allenato da Serse Cosmi ed era ultimo in classifica: i viola erano allenati da Delio Rossi, che aveva sostituito Sinisa Mihajlovic. Segnò su rigore Di Michele e fuori dallo stadio scoppiò la contestazione. La squadra pugliese poi scese in B ma fallì e dovette ripartire dalla serie C, tornando in A proprio quest’estate, fra promozioni mancate e tribolazioni. Andando ancora indietro, nel 2002, il Lecce era allenato proprio da Delio Rossi e con Vugrinec e Chevanton ribaltò l’1-0 segnato da Di Livio. Adriano nel finale sbagliò un rigore. Quale futuro ora per la Fiorentina? Intanto bisogna vedere le condizioni di Ribery e, vista anche l’età, pare difficile un recupero per la prossima partita. Il francese, che aveva scontato tre giornate di squalifica per una spinta ai danni di un guardalinee, era rientrato la scorsa settimana al Bentegodi, senza però aver evitato la sconfitta dei suoi. Si dice che la Fiorentina sia diversa senza di lui, ma in sua assenza ha raccolto quattro punti in tre gare, non proprio nulla. Davanti, assente Chiesa, ha deluso Vlahovic mentre Boateng sembra non riuscire a pungere come potrebbe. Inevitabilmente si parla anche di un eventuale cambio di panchina: i nomi che si fanno sono quelli di Gattuso e del tandem Prandelli-Batistuta. Nessun riferimento a Luciano Spalletti, legato ancora da un contratto con l’Inter fino al giugno 2021, guarda caso, la medesima durata di quello di Vincenzo Montella. Intanto, il 3 dicembre, a Firenze arriva il Cittadella per il quarto turno di Coppa Italia: un’eventuale vittoria darebbe un pò di morale ad una piazza scontenta, anche se si dubita alquanto possa servire come panacea per i mali viola. Commisso pare confermare l’ex allenatore di Roma, Sampdoria e Catania ma fino a quando? Montella ha più di una responsabilità, per una squadra che sembra lontana parente di quella che schiantò il Milan a fine settembre. Paiono veramente passati sei mesi, invece sono solo due. Bisogna anche dire che la rosa (non certo una novità a Firenze) è piuttosto ristretta, con elementi da valutare (Chiesa, che pare soffrire a volte di una certa passività), elementi che devono maturare (Vlahovic e Pedro), più altri. Adesso però la priorità è quella di tornare a fare punti, in attesa del mercato di gennaio.

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