Fiorentina: molte idee per il dopo-Montella. Cercasi punta disperatamente

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

La sconfitta con la Roma ha provocato l’inevitabile secondo esonero di  Vincenzo Montella dalla panchina viola dopo quello (maturato però a stagione terminata) nel giugno del 2015. Come sempre, si compie il cosiddetto ” toto-panchina “, per capire chi allenerà i viola da fine dicembre (il 29 è prevista la ripresa degli allenamenti)alla fine della stagione, una stagione da portare a termine in modo quantomeno dignitoso. Il primo nome sulla lista è quello di Giuseppe Iachini, che vestì la maglia della Fiorentina dal 1989 al 1994: 150 presenze e due reti. L’allenatore è reduce dall’esonero di Empoli datato marzo 2019, ma è sempre stato caratterizzato, sia in campo che in panchina, da una inesauribile grinta, necessaria più che mai all’ambiente viola. L’ultimo ex viola a sedere in panchina è stato l’attuale allenatore del Milan, Stefano Pioli, dal 2017 al 2019, quando si dimise e venne proprio ingaggiato Montella. Prima ci fu (ma solo per due gare), nel 2012, Vincenzo Guerini. Secondo nome della lista è Cesare Prandelli e, proprio come Montella stesso, si tratterebbe di un ritorno, a ben nove anni dall’ultima panchina viola, datata 2010: era il 16 maggio e la Fiorentina perse 2-0 con il Bari al ” San Nicola “. Prandelli allenò i viola dal 2005 portandoli ad ottimi risultati, tra cui un ottavo di Champions League e una semifinale di Coppa Italia, che mancava dal lontano 2001, oltre ad una semifinale di Europa League, che mancava da ben 18 anni (all’epoca si chiamava Coppa Uefa). Quello che rende perplessi i tifosi è semmai l’eventuale ingaggio di Batistuta come suo vice, vista la mancanza di esperienza dell’argentino. In estate si parlò di un eventuale ingaggio dirigenziale dell’argentino ma il tutto svanì, pare, per le richieste leggermente esose dell’ex bomber viola. Prandelli però verrebbe, a patto di avere dopo la responsabilità del settore giovanile Viola. Molto più distaccate le ipotesi Davide Nicola, Davide Ballardini (per lui si parla del Genoa) e di Luigi Di Biagio, che ben si è comportato con l’Under 21. Difficile che Luciano Spalletti accetti ora di guidare i viola: molto più facile (bisogna anche capire cosa fare con l’Inter, che ce l’ha ancora a libro-paga) che l’ex allenatore della Roma inizi il suo lavoro con la prossima stagione.  Però, anche se il nodo-allenatore è importante, bisogna occuparsi senza dubbio della squadra: cinque sconfitte in sei gare pesano come macigni: 17 punti in altrettante gare è una media piuttosto magra e fa paura, considerando che la terz’ultima, il Brescia, ha solamente quattro punti di meno. E il 6 gennaio la squadra sarà impegnata a Bologna, campo non propriamente facile. Boateng ha deluso nonostante l’innegabile impegno, Chiesa è falcidiato da problemi fisici, Ribery tornerà a gennaio (e ovviamente, dovrà carburare), Vlahovic fa ciò che può vista anche la giovane età, mentre Pedro appare un oggetto misterioso. Dragowski, dopo una buona prova con l’Inter, è crollato nella gara con la Roma. Manca sì una punta, ma anche a centrocampo la situazione non è allegra. Stuzzica, e non poco, l’idea Cutrone, attualmente in forza al Wolverhampton, squadra di Premier League, ma l’ex milanista ha altre squadre pretendenti. Si parla anche dell’ex doriano Praet, ma la trattativa con il Leicester non è neanche cominciata. Piace molto l’idea di avere Mario Mandzukic in Viola: la Juventus lo libererà a gennaio, visto che lo ha considerato fuori dal progetto: però lui è attratto dai soldi che prenderebbbe in Qatar. Dura vederlo in altre squadre. ma nel calcio, non si sa mai. L’unica cosa certa è che Rocco Commisso dovrà lavorare molto.

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