Sconcerti: “Far giocare Buffon è irrispettoso. Conte punisce chi si accontenta”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Il sorpasso dell’Inter sulla Juventus, il pensiero di Sconcerti. La quattordicesima giornata di Serie A si è conclusa con l’inatteso passo falso dei bianconeri in casa contro il Sassuolo e la vittoria dei nerazzurri contro la Spal che li ha condotti al primo posto in classifica. Nel suo classico editoriale sulle pagine de Il Corriere della Sera, il giornalista Mario Sconcerti analizza così i motivi del cambiamento in vetta alla graduatoria: “C’è qualcosa di epocale nel sorpasso dell’Inter, almeno nelle piccole epoche del calcio. È stata ripresa e superata la squadra che da otto anni e mezzo domina. Ed è stata ripresa quando ormai era nell’aria un profumo di sufficienza. Era la Juve migliore ma non quella attesa, faceva troppe volte fatica, non trovava bellezza, si permetteva errori che nessuno ha mai commesso a questi livelli. Per esempio, il portiere è unico, si cambia quando sta male o commette troppi errori. Permettersi anche solo il lusso di far giocare Buffon per farlo entrare in un record è qualcosa di velleitario che non rispetta nemmeno Buffon e di certo non rispetta il calcio”.

Conte allenatore top, il commento di Sconcerti. I nerazzurri hanno conquistato 37 punti in 14 gare, inizio record della propria storia, e si vede tantissimo la mano del tecnico ex bianconero che ha trasformato lo spirito dei giocatori nonostante le difficoltà iniziali e gli infortuni. Sconcerti elogia così l’allenatore salentino: “Nell’anno della presunzione la Juve ha avuto la sfortuna di trovare un ottimo avversario allenato da Conte. Era la peggior cosa capitabile perché Conte è il gesuita dell’eresia sufficiente, vive per punire chi si ferma, chi si accontenta. La Juve ha un calcio imperiale ma bizantino. L’Inter è monacale, di quelle fedi sottili dove il peccato è sempre presente ma è come un equivoco, bastano tre preghiere per redimersi e nel frattempo esisti, resisti. Non so come andrà a finire, ma era tempo di avere un campionato equilibrato”.

 

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