Atalanta, tifo nerazzurro emozionante a Torino

"Lo sai che giro forte a Torino". Il pezzo rapper di CHA CHA sarebbe perfetto per sintetizzare quella che è stata la serata di ieri per l'Atalanta. Un 7-0 che non fa altro che sottolineare la grandezza di questa Dea che ormai non stupisce più: neanche quando ci sono di mezzo questi risultati da 110 e lode. E sugli spalti? Il clima allo stadio Olimpico Grande Torino era diviso in due volti: da una parte la contestazione e il silenzio della tifoseria granata; dall'altra un popolo atalantino che ha trasformato la trasferta piemontese in una vera e propria partita casalinga. Quei 1300 cuori (e oltre) che sono la fotocopia di questa Atalanta: spettacolare, passionale, ma soprattutto grande.
SABATO SERA ALTERNATIVO: ALLO STADIO, A TORINO, MA SOPRATTUTTO ATALANTINO - Sarà anche sabato sera, ma l'Atalanta viene sempre prima di tutto: partenza il tardo pomeriggio e si va verso Torino con tantissime aspettative. Oltre 1300 tifosi che comporranno la classica invasione nerazzurra (passionale, civile e unica): l'obbiettivo è quello di trascinare gli uomini di Gasperini alla vittoria. Appena arrivati allo stadio Olimpico c'è grande trepidazione: un po' di pazienza per ultimare i controlli ai tornelli e subito si entra nel settore ospiti. Da riscontrare anche qualche problema in termini tempistici, ma comunque dentro ci sono tutti.
GRANATA DA UNA PARTE, ATALATINI DALL'ALTRA, MA IL RISULTATO È CHIARO (CAMPO E SPALTI) - Il clima è molto acceso allo stadio Olimpico: da una parte ci sono i granata capitanati dalla Curva Maratona; dall'altra il popolo atalantino che si fa sentire alla grande. Comincia il match e l'Atalanta comincia ad attaccare (come sempre) con grande insistenza, passando meritatamente in vantaggio con Josip Ilicic: i nerazzurri esplodono di gioia e la strada è tutta in salita. Gli ultras del Torino tentano in qualche maniera di incitare, ma i mugugni prendono il sopravvento: inevitabile la seconda rete di Gosens contro un Toro praticamente nullo all'interno del rettangolo di gioco. Tutto finito? Assolutamente no, l'Atalanta prima della fine del primo tempo riesce a conquistare un calcio di rigore: batte Duvan Zapata, tiro, goal ed è 3-0. I sostenitori nerazzurri esultano nel settore ospiti, ma nessuno si sarebbe mai immaginato quello che sarebbe capitato nella ripresa.
SETTE E LODE A TIFO E SQUADRA: CHE SPETTACOLO - Nel secondo tempo la musica non cambia né in campo né, soprattutto, sugli spalti: il settore ospiti atalantino trasforma la trasferta piemontese in una vera e propria partita casalinga. Ma l'apoteosi arriva quando un certo Josip Ilicic prende palla, tira da centrocampo e sigla il poker: poco dopo una vera e propria esplosione di entusiasmo atalantino. La manita? È assolutamente da copione: a siglarla è il solito numero 72 atalantino. Se da una parte c'è chi festeggia, dall'altra c'è un Torino in piena crisi: con tanto di Curva Maratona completamente disertata. I granata rimangono addirittura in nove, e l'Atalanta non è certamente quella squadra che si accontenta: dentro Muriel e Ruslan. Meité atterra il colombiano, altro calcio di rigore: a mettere la firma è lo stesso Luis. Numero 9 orobico che ha tempo pure per il settimo goal che sigla il seguente risultato: Torino-Atalanta 0-7. Il popolo nerazzurro sta vivendo un sogno ad occhi aperti, intonando cori da brividi: dal classico "Bergamoto" ad una versione reinventata di "Io vagabondo". Il fischio finale è una festa tutta atalantina: corsa sotto la curva, selfie, sorrisi e una classifica che sorride. Un settebello fa capire quanto la Dea (e il suo tifo) girano forte a Torino? Alla grande sotto tutti i punti di vista.