Cagliari in piena crisi: potrebbe essere solo paura di volare?

Pubblicato il autore: Roberto Liggi Segui

La classifica al termine del girone di andata dice ancora sesto posto per i rossoblù, ma a giudicare dall’andamento dell’ultimo mese e mezzo, questo Cagliari sembra un lontano parente di quello che ha vinto e convinto per lunghi tratti del campionato, lasciando non poche ombre sul futuro imminente.
Perchè oltre ad aver perso la brillantezza di gioco dei mesi autunnali, sembra che qualcosa si sia spento, e sia sopratutto una questione di mentalità ad attanagliare la banda di Maran.

I numeri della crisi

Quattro sconfitte consecutive in campionato e una in Coppa Italia, un punto nelle ultime cinque partite di Serie A per il Cagliari. Un attacco improvvisamente diventato asfittico, e la difesa che subisce puntualmente almeno due goal a gara da otto partite. L’ultimo turno in cui la porta di Olsen è rimasta inviolata risale addirittura al 3 novembre scorso (0-2 contro l’Atalanta).
I ko che diventano settimana in settimana più pesanti, come le 4 reti rifilate da Juventus e Inter; ed è pur vero che il calendario ha messo di fronte al Cagliari le più toste avversarie al momento, ma non c’è da aspettarsi che andare a Brescia con questo atteggiamento sia molto più facile.
E’ una crisi che colpisce tutti i settori, perchè se la difesa è crollata, l’attacco è a secco dalla gara di Udine, è il centrocampo che delude e sembra tornato quello monotono e lento delle scorse stagioni, incapace di servire adeguatamente un già più opaco Nainggolan, uno stanco e impreciso Joao Pedro.
E se nelle scorse settimane l’innesto di un Cerri o Ragatzu stava salvando la baracca, ora bisogna ricorrere al mercato?

Una mazzata quella sconfitta con la Lazio

Il goal di Caicedo, che ha interrotto la serie positiva di 13 risultati consecutivi del Cagliari, può essere preso come spartiacque tra un periodo e l’altro o c’è di più? Cosa è successo alla squadra che faceva ricordare il Barcellona dei tempi d’oro capace di vincere con personalità in un campo difficilissimo come Bergamo o di strapazzare la Fiorentina come appunto i blaugrana di Guardiola?

Il picco è stato raggiunto li, dopo la vittoria contro i viola che voleva dire terzo posto momentaneo e forse un pò troppo azzardatamente o troppo presto si è cominciato a parlare di Europa per un club come il Cagliari o addirittura di Champions League? Con squadre come Atalanta e Roma alla porta, senza contare ritorni mai da escludere di squadre come Napoli e Milan certamente più attrezzate sulla carta.

Fatto sta che da li in poi, complice la sosta per la nazionale, i risultati hanno cominciato a essere meno convincenti.
La trasferta di Lecce con la follia di Olsen e l’erroraccio di Cacciatore che spianano la strada alla rimonta dei salentini, segue la partita scellerata con la Sampdoria, che solo un grandissimo cuore riesce a recuperare e vincere in pieno recupero.
Passa una settimana e si va a Sassuolo: brutto primo tempo sotto 2-0, e poi di nuovo cuore e un pò di follia per il 2-2 finale.
Fino al big match della 16ma giornata, quel Cagliari-Lazio che può portare i rossoblu a riavvicinarsi al terzo posto e confermarsi in zona Champions. La Lazio è in uno stato di grazia ma il Cagliari deve imparare a pensare da grande e giocarsi lo scontro diretto alla pari. Ci pensa Simeone a portare avanti i sardi: quante occasioni sprecate ma al tempo stesso quanta fortuna per resistere sino al 93mo. Il resto della storia si sa.

Il sesto posto è ancora lì anche se Parma e Torino si avvicinano. E se invece convenisse guardare il terzultimo posto che è ben 15 punti più sotto, e con in testa una salvezza già in tasca da mesi ricominciare a divertirsi e divertire?

 

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